Sabato 7 febbraio durante la Santa Messa delle ore 18.00 nella Chiesa Parrocchiale di Campocroce di Mogliano Veneto verranno svelate e benedette due statue originariamente conservate presso il sacello della Madonna del Carmine situato in via Zero Branco, dopo la cerimonia seguirà poi un momento conviviale nella sala Archi adiacente alla Chiesa.

Dopo il recupero avvenuto nei mesi scorsi dell’affresco dedicato a San Cristoforo la comunità di Campocroce è nuovamente coinvolta nel ripristino di una parte del patrimonio artistico e culturale della nostra Città.
I due manufatti di pietra serena alti circa 90 cm fino al 1997 (anno di un primo intervento atto a sistemarle) trovavano collocazione prima ai lati dell’altarino del sacello dedicato alla Madonna del Carmine e poi nel pavimento dello stesso per evitare che le vibrazioni del traffico le rovinassero. Il sacello e quanto si trovava originariamente al suo interno (oltre alle due statue anche un affresco raffigurante la Madonna del Carmine con bambino e San Simone Stock, fondatore dell’ordine dei Carmelitani) possono essere datati all’incirca nel XVIII secolo, periodo a cui è possibile far risalire nella zona la stessa venerazione per la Madonna del Carmine.
Il sacello, di cui si trova addirittura menzione in una mappa del XVIII secolo conservata presso l’Archivio di Stato di Treviso e nel Catasto del 1781 dei Savi ed Esecutori delle Acque presso l’archivio di Stato di Venezia, è un’opera di pregio artistico di artisti esperti probabilmente commissionata da un facoltoso proprietario locale che voleva rendere omaggio alla sua terra.
Nel corso dei secoli il sacello della Madonna del Carmine, così come le statue e l’affresco al suo interno, sono stati al centro di attenzioni e cure che attraverso i lavori di restauro hanno permesso di farli giungere fino a noi e poter godere della loro bellezza.
In particolare, le due statue che sabato torneranno alla Comunità di Campocroce rappresentano San Antonio da Padova e San Domenico e sono già state oggetto di restauro nel 1997 grazie al contributo dell’Associazione culturale ricreativa “Madonna del Carmine”.
Successivamente sono state affidate ad un residente del luogo che le ha custodite e che ancora oggi si occupa con cura del sacello.
Un grande lavoro di squadra intergenerazionale ma soprattutto il grande amore per la propria Comunità e le bellezze storico-culturali in essa presenti hanno generato la scelta di donare le statue alla comunità perché tutti i cittadini potessero godere della loro bellezza.
Sono diversi i soggetti che hanno contribuito a questo: oltre a chi ha conservato le statue per tutti questi anni prendendosene cura, ci sono due cittadini (padre e figlio) che hanno realizzato le nuove basi delle statue in larice, il gruppo di giovani e giovanissimi della Parrocchia che faranno servizio nell’evento di sabato, il parroco don Elio e l’Associazione di quartiere di Campocroce.
A distanza di mesi l’arte ancora una volta unisce una Comunità e genera bellezza: la bellezza di saper guardare con occhi nuovi e meravigliati ciò che da sempre è presente nelle nostre vie e nei nostri quartieri e ai quali forse a volte rivolgiamo solo uno sguardo distratto.




