giovedì, 12 Febbraio 2026
Home Marcon Un parcheggio di un progetto diverso

Un parcheggio di un progetto diverso

Vi siete mai chiesti perché non si faccia mai fatica a trovare parcheggio quando si deve prendere il treno a Gaggio? Io sì e penso di aver trovato una risposta.

Studiando a Venezia, ho dovuto affidare i miei spostamenti ad un mezzo pubblico spesso sottovalutato: il treno. Sicuro, comodo, permette perfino di caricare il telefono o il computer mentre si è a bordo. Ma non sono fatte di sole gioie le trasferte dei pendolari.

La causa principale dei disagi per chi frequenta la stazione di Gaggio Porta Est, a mio avviso, è la frequenza dei treni. Si fermano a Gaggio solo i regionali normali, risultando nella pratica in un viaggio diretto per Venezia all’ora. C’è poi l’alternanza di modelli utilizzati: il Trenitalia Rock, vale a dire quello con una capienza di oltre quattrocento posti, ed il Trenitalia Pop, di solito in una configurazione notevolmente meno spaziosa. L’utilizzo di quest’ultimo non è limitato alle tratte degli orari meno affollati, ma viene frequentemente visto durante gli spostamenti di studenti e lavoratori.

Su una cosa, tuttavia, non ho mai dubbi la mattina quando so di dover prendere il treno, e quella cosa è la sicurezza di trovare parcheggio. In bici, sotto le apposite tettoie, magari con un paio di lucchetti adatti, per questioni di tranquillità, uno spazio adeguato è garantito. Allo stesso modo in macchina, se non nell’area di sosta asfaltata, in quella antistante in grigliato erboso carrabile, so di poter lasciare la macchina in uno stallo con le strisce bianche.

Questo non sorprende, perché la stazione di Gaggio Porta Est doveva originariamente offrire un servizio differente. Non è nata solamente per sostituire la vecchia stazione di Gaggio vicino al sottopasso che porta a San Liberale, come ha fatto a partire dal 13 dicembre 2008. L’idea iniziale, come sostenuto anche dall’ex sindaco Fiorenzo Davanzo nell’intervista che ci ha rilasciato a fine 2024, si allineava al Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (SFMR) approvato dal Consiglio Regionale nel 1990 come piano e nel 1999 come progetto esecutivo. Il servizio doveva essere più capillare, collegando le linee tra loro e fornendo, ad esempio, un’alternativa all’autobus per raggiungere l’ospedale dell’Angelo, con corse frequenti e puntuali.

Come sappiamo le cose sono andate diversamente. Chissà se, un giorno, vedremo quei quattrocentouno posti del parcheggio scambiatore sfruttati come inteso da chi li ha progettati, affiancati da un numero appropriato di treni su cui si potrà salire con un biglietto unico regionale.

Alessandro Vinciati
Nato a Conegliano e divenuto marconese all’età di tre anni. Fluente in italiano, inglese e rumeno. Studio Economia Aziendale a Venezia. Membro dei Giovani Democratici di Marcon.

1 COMMENT

  1. Allargo le tue giuste osservazioni a tutta la regione. Secondo me, nella politica per l’utilizzo dei mezzi pubblici e del treno in particolare c’è sempre stata una enorme contraddizione che, come dice la parola, ha contraddetto i propositi: si è continuato ad asfaltare in nome del mantra infrastrutturale in tutto il Veneto (strade autostrade superstrade tangenziali terze corsie, ecc.) destinando il 90% dei soldi pubblici al trasporto su gomma. Una contraddizione enorme che avrebbe vanificato anche altre misure altrettanto utili: biglietto intermodale regionale calmierato e frequenza delle corse ( cose che comunque non sono state fatte.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here