Com’è un congresso nazionale?

Lo scorso fine settimana si è tenuto a Napoli il Congresso Nazionale dei Giovani Democratici,
ed ho avuto l’opportunità di essere uno dei delegati per la Federazione di Venezia.
Di seguito la mia esperienza.


Uno degli aspetti positivi del far parte di un partito politico è il senso di appartenenza ad un gruppo, cosa su cui le stesse formazioni politiche puntano molto. Gli strumenti per raggiungere questo scopo sono sempre stati principalmente due: i circoli (o sezioni, in base alla dicitura scelta) ed un’organizzazione giovanile. Quest’ultima, indipendente nelle proprie iniziative, ma parte integrante del processo di sviluppo delle proposte e della linea politica, ha una struttura simile a quella del Partito. Questo significa che, ciclicamente, la segreteria viene cambiata a partire dall’elezione del segretario da parte dei delegati in un apposito evento denominato “Congresso”.

Sabato e domenica 8 e 9 novembre si è tenuto a Napoli il Congresso Nazionale dei Giovani Democratici, ed ho avuto l’opportunità di essere uno dei delegati per la Federazione di Venezia. I lavori si sono svolti nella Casa della Musica, parte del Teatro Palapartenope, non lontano dallo stadio Diego Armando Maradona. Gli interventi sul palco hanno visto come relatori numerosi ospiti di rilievo. Le testimonianze che mi sono rimaste più impresse sono state quelle di Annalisa Corrado, Paolo Romano ed Arturo Scotto, che hanno partecipato alla spedizione della Global Sumud Flotilla nella sua interezza, venendo arrestati dalle forze di polizia israeliane insieme agli altri attivisti coinvolti. Altrettanto impattanti sono stati i contributi di uno studente palestinese presso l’Università Federico II del capoluogo campano, quelli delle associazioni impegnate nei temi dei diritti dei lavoratori, dei diritti civili e della parità di genere. Impossibile non menzionare il discorso della segretaria nazionale del Partito Democratico Elly Schlein e, assieme al suo, quelli degli altri rappresentanti politici presenti. Indimenticabile, infine, rimarrà il discorso di insediamento della neo-segretaria nazionale dei Giovani Democratici Virginia Libero, che avevo avuto modo di conoscere in precedenza, sempre in contesti di politica giovanile.

Un congresso, tuttavia, non si esaurisce nei soli interventi dal palco. Ci sono dei lavori affidati a delle commissioni ed ho avuto il piacere di partecipare a quella politica. Il ruolo dei membri di questo tavolo di lavoro era quello di studiare il documento politico che farà da guida al percorso dell’organizzazione nei prossimi anni, al fine di presentare e poi votare eventuali emendamenti. Questa è stata un’esperienza formativa sotto diversi aspetti. In primo luogo, non è cosa da tutti i giorni impegnarsi in maniera coordinata con così tante persone per un fine comune di questo tipo. Il potersi confrontare con coetanei provenienti da ogni angolo della penisola sui temi più disparati, poi, è stata una vera e propria fortuna.

In sintesi, un evento di questo tipo è un’opportunità per crescere, informarsi e conoscere nuovi punti di vista, il tutto mentre ci si impegna per migliorare, insieme, un’organizzazione basata su visioni comuni. I giovani che hanno voglia di impegnarsi per migliorare la società ci sono, sono numerosi e determinati. Questa è la verità delle cose, per fortuna!

Alessandro Vinciati
Nato a Conegliano e divenuto marconese all’età di tre anni. Fluente in italiano, inglese e rumeno. Studio Economia Aziendale a Venezia. Membro dei Giovani Democratici di Marcon.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here