Bene c’è uno Spiocion che non leggerete mai, era quello di martedì. Argomento e titolo ironici e un po’ antipatici come la rubrica. Si titolava “Prima i trevigiani” e li si prendeva in giro perché oltre al prosecco, al radicchio hanno agguantato un bel primato nazionale quello dei reati commessi dai minori. Su 9120 persone denunciate nel 2024, gli under 18 sono il 9,5% quasi il doppio della media nazionale. Con buona pace di Carlo Nordio che ha casa, bellissima ovviamente, proprio davanti al teatro della devianza giovanile, un triangolo che va dalla stazione delle corriere ai giardinetti di Sant’Andrea e piazza Borsa. Un altro “ovviamente” è che il ministro della Giustizia non si affaccia mai dalla finestra.
Consumata l’ironia si raccontavano due episodi giovanilistici di Mogliano Veneto.
Ragazzi che attraversano al buio il Terraglio terrorizzando automobilisti ignari e spiazzati, altri adolescenti che si divertono ad oltrepassare i binari all’ultimo istante con il treno sibilante in arrivo. Ragazzate ma anche scivolamenti vandalici come a Campocroce. Là sono stati imbrattati e danneggiati i bagni del “Centro Sportivo”, forse 10.000 euro o anche più di danni. Ripeto il tono dello Spiocion era leggero e martedì ha rischiato di diventare sbagliato e fuori luogo. Perché a Mogliano Veneto è successo di tutto.
Prima un quasi parricidio, “quasi” mentre scriviamo, vicino a piazza Pio X. Secondo fonti giornalistiche, un figlio con evidenti problemi psichiatrici, dicono che abbia fatto cadere dalla terrazza il padre. Lui dice che è scivolato. Sul selciato ancora un’orribile grande chiazza di sangue. La notizia girava da tre giorni ma non c’era ancora niente di ufficiale, e poi c’è un’altra questione. Il figlio aveva subito un trattamento TSO (trattamento sanitario obbligatorio). Come è potuto tornare a casa? Tutti sapevano dell’aggressività che aveva nei confronti del genitore, come è potuto succedere? Mah…
Ci trasferiamo nel tranquillo parcheggio davanti al liceo scientifico Berto e al negozietto cinese di casalinghi alle quattro del pomeriggio. Un regolamento di conti tra due gang albanesi. Prima pugni e spintoni, poi coltelli, poi la pistola. Bilancio: feriti e arresti e residenti terrorizzati.
Due episodi molto diversi che però fanno capire che neanche Mogliano è immune (autoimmune) dalla violenza e come il problema della sicurezza sia ben lungi dall’essere risolto.
Come agire e reagire? Segue dibattito.


