Partirà a metà novembre la quinta edizione di “Geostorie – Mogliano incontra il mondo”. Quest’anno la rassegna è organizzata da OMEGA aps in collaborazione con OFFICINA 31021.
Il filo conduttore sarà “Voci da un mondo in guerra”, un percorso che attraversa conflitti, resistenze e narrazioni, con uno sguardo attento alle ferite aperte e alle speranze che resistono. I confini che verranno esplorati saranno ancora una volta non solo geografici, ma anche culturali, politici e simbolici.

Gli incontri cominceranno giovedì 13 novembre, con padre Giuseppe Cavallini, direttore della rivista Nigrizia, che guiderà il pubblico in un viaggio attraverso il continente africano per terminare nel Sud Sudan. Un’occasione per riflettere sulle dinamiche storiche e attuali che ostacolano la stabilità e la giustizia in Africa, tra vecchi e nuovi colonialismi.
La rassegna proseguirà giovedì 20 novembre con Farian Sabahi, docente universitaria e studiosa di storia contemporanea del Medio Oriente. Il suo intervento ci porterà nel cuore della resistenza femminile iraniana, tra repressione e coraggio, offrendo uno sguardo lucido e appassionato sulla condizione delle donne sotto il regime teocratico.
L’incontro di giovedì 27 novembre sarà con padre Giulio Albanese, giornalista e missionario comboniano, che ci presenterà il suo libro “Afriche. Inferno e paradiso”. Un’opera che intreccia reportage, analisi e testimonianze dirette, offrendo uno sguardo profondo e sfaccettato sulle molteplici realtà del continente africano. Albanese ci condurrà tra le contraddizioni di terre segnate da conflitti, speranze e rinascite, con un approfondimento sulla situazione del Congo.

Il ciclo si concluderà giovedì 4 dicembre con Raffaele Oriani, giornalista e curatore del libro “Hassan e il genocidio. Gaza, un giornalista e i disegni che l’hanno salvato”, scritto insieme ad Alhassan Selmi, reporter che vive e lavora a Gaza. Un racconto crudo e necessario, che ci invita a guardare con occhi nuovi una tragedia che troppo spesso resta ai margini della nostra coscienza.
Quattro serate, quattro voci, quattro prospettive per comprendere meglio il nostro tempo e le sue tensioni, con l’obiettivo di aprire spazi di consapevolezza e dialogo. L’ingresso è libero e aperto a tutti coloro che desiderano interrogarsi sul mondo e sulle sue geografie in conflitto.





