Intervista a Ennio Tortato

Ennio il tuo lavoro di storico moglianese mi sembra sia stato ben premiato in occasione del centenario di Costante Gris.

Ti ringrazio per le tue parole, ma la mia soddisfazione non si esaurisce nel successo della manifestazione, nella diffusione dei miei libri o nei commenti positivi ricevuti. Il vero riconoscimento, per me, sta nell’aver collaborato a stimolare una riflessione collettiva sulla drammatica situazione dell’Istituto Gris. Se il centenario ha avuto un senso, è perché ha riacceso l’attenzione su un tema urgente, spingendo a cercare soluzioni concrete e condivise. La memoria storica non è solo celebrazione: è responsabilità verso il presente.

Subito al sodo: accenna a come si arrivò all’idea del pellagrosario.

Già nel 1876, giovane consigliere, Gris si propone come innovatore verso le giovani generazioni. Gris viene eletto sindaco nel 1878 con una visione chiara del profondo lavoro da intraprendere. Tra le sue prime iniziative c’è la ricostruzione del tessuto sociale moglianese, puntando sui giovani come motore del cambiamento. Nel primo anno promuove la nascita di una Scuola agraria e di un pellagrosario, ma riesce solo ad avviare cucine economiche, spazi per l’allattamento delle madri pellagrose e un modesto pellagrosario al centro del paese. Nel 1882 ottiene un forte consenso popolare sul tema della pellagra, che porta alla realizzazione del pellagrosario. In questo contesto, l’aiuto offerto dalla “Società di Patronato pei pellagrosi” diventa strumento politico: rafforza il progetto corporativo, crea legami tra proprietari e contadini, argina l’avanzata socialista, osteggia la deriva clericale e diffonde l’istruzione agricola attraverso i “poderi scuola”. Gris lavora così a un programma globale per affrontare i problemi sociali e rilanciare la produttività agricola senza dipendere dalle istituzioni pubbliche.

Che difficoltà trovò?

Tra gli ostacoli più rilevanti per Gris c’è la difficoltà di reperire la somma necessaria per acquistare villa Torni, destinata a ospitare il pellagrosario. La Società di Patronato dispone di fondi sufficienti per la gestione ordinaria, ma non può affrontare l’acquisto. Gris propone ai maggiori possidenti moglianesi di intervenire come filantropi, acquistando l’immobile con l’impegno di cederlo in futuro alla Società o al Comune, al medesimo prezzo. La Società si farebbe carico del pagamento di un affitto e di tutte le spese connesse. In pochi rispondono all’appello, anche perché il giovane sindaco ha appena denunciato con fermezza, portando la questione in Parlamento, lo sfruttamento dei contadini da parte della Ditta Da Re. Nonostante ciò, il progetto riceve il sostegno concreto di quattro tra i più influenti possidenti moglianesi.

In tutta questa storia c’è un cattivo: Da Re.

Come in ogni storia, anche qui c’è un “cattivo”: una parte della borghesia filoasburgica che affitta i propri terreni ad agenzie come la Ditta Da Re. Queste li subaffittano ai contadini con contratti capestro, riducendoli alla fame e spingendoli all’emigrazione. La dieta povera, basata quasi esclusivamente sulla polenta, favorisce la diffusione della pellagra. È una spirale di sfruttamento che colpisce duramente le masse rurali.

E i rapporti con la chiesa locale?

Che Gris fosse credente o meno non ha importanza: ciò che conta è che, da amministratore di uno Stato laico, agì con coerenza. In un contesto sociale dove il rapporto con la Chiesa era al tempo stesso delicato e imprescindibile, seppe muoversi con pragmatismo. Tra i sostenitori dell’avvio del pellagrosario appaiono infatti figure ecclesiastiche di rilievo, come mons. Giuseppe Sarto, allora Cancelliere Vescovile di Treviso e futuro papa Pio X. Anche alcuni parroci del territorio e mons. Giuseppe Callegari, vescovo di Treviso, furono tra i primi benefattori, dimostrando che collaborazione e interesse sociale potevano superare le divisioni ideologiche.

Una curiosità personale: Gris conosceva bene l’inquietante Cesare Lombroso?

Cesare Lombroso attribuisce la pellagra al mais guasto e propone cure terapeutiche. Costante Gris, membro della Commissione agraria di Treviso, contatta Lombroso per soluzioni concrete. Nel 1882 nasce la “Società di Patronato pei Pellagrosi”, con Lombroso presidente, voluto da Gris. Lombroso sperimenta cure senza migliorare la dieta, ma i risultati sono deludenti. Gris si oppone alle cure proposte dallo scienziato, convinto che proprio l’alimentazione sia la chiave per la guarigione.

Sei in grado di riassumerci a grandi linee cosa succede dell’Istituto dopo la morte di Gris?

Dopo la morte del fondatore, il figlio Antonio Gris assume la presidenza dell’istituto. Nel 1928, la “Prima Società italiana di patronato pei pellagrosi” diventa “IPAB – Pio Istituto Costante Gris”. Conclusa l’emergenza pellagra, la struttura amplia le sezioni manicomiali. Tra il 1939 e il 1943 l’ente viene commissariato e nel 1941 approva un nuovo statuto. In quegli anni, le presenze giornaliere oscillano tra le 600 e le 650 unità. Nel 1947, una nuova Commissione adegua lo statuto ai principi costituzionali, rivedendo gli articoli sull’elezione del Consiglio. L’ispezione del 1969 impone l’assunzione di personale specializzato e valorizza l’assistenza riabilitativa. Nel 1997, un nuovo statuto sancisce il nome “Istituto Costante Gris”, confermato anche nel 2001 con l’ultimo aggiornamento ufficiale.

Grazie. Sappiamo che sei infaticabile, su cosa stai lavorando adesso?

Bella domanda, ma la risposta non è semplice: sto seguendo diversi progetti, tra cui La Mogliano del Settecento e, più a breve, Mogliano contadina”, che presenterò l’8 novembre. Entrambi raccontano il territorio da prospettive e tempi diversi, ma complementari.

Otello Bison
Otello Bison scrive a tempo pieno dividendosi tra narrativa e divulgazione storica. Collabora al “ILDIARIOONLINE.IT” su temi ambientali e locali.

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