Di seguito una mia esperienza ed un giudizio personale sull’efficacia degli aperitivi nelle campagne elettorali.
Nelle campagne elettorali l’obiettivo dei candidati è da sempre quello di avvicinarsi alla gente, così da poter avere un’idea più chiara delle problematiche del territorio e delle eventuali soluzioni. Negli ultimi anni una delle modalità più diffuse a tutti i livelli, escluso quello nazionale, è quella dell’aperitivo.
La mattina di sabato 27 settembre ho assistito a quello organizzato in Piazzetta da Re (una sezione di Piazza Ferretto, a Mestre) da Margherita Lachin e Gianluca Trabucco, candidati consiglieri regionali con il Partito Democratico. Hanno preso la parola anche Matteo Bellomo, segretario metropolitano del PD veneziano, e Giovanni Manildo, candidato alla presidenza della regione Veneto per il centrosinistra, rispettivamente per introdurre e chiudere la fase dedicata ai discorsi. Il tutto è stato seguito da un momento di convivialità a base, come annunciato nella locandina, di cicchetti e prosecco.
I temi trattati sono stati molti, ma tutti esposti in maniera chiara e concisa, senza slogan o giri di parole. Dal diritto alla casa all’aumento delle case sfitte, dalla disoccupazione e la qualità del lavoro alla cittadinanza, dai bisogni dei giovani alla cementificazione. È stata rimarcata la necessità di un cambiamento dopo trent’anni di era Galan ed era Zaia per poter vedere una differenza in tutti questi ambiti.
Nonostante la buona riuscita dell’evento, ritengo che ci siano alcuni limiti negli aperitivi elettorali. Il primo nella forma degli orari in cui possono essere programmati, per ovvi motivi circoscritti alla sera ed ai fine settimana. In secondo luogo non penso che la quantità di passanti coinvolti cambi drasticamente rispetto a quella di un discorso in piazza o in altri luoghi pubblici.
Al netto dei fatti, questo tipo di iniziativa funziona e ciò è dimostrato dalla grande presenza che ho avuto modo di vedere sabato. In parte questo è sicuramente dovuto alla grande tradizione legata al momento dell’aperitivo nella nostra zona. A parer mio, tuttavia, non va sottovaluto quanto effettivamente un evento simile consenta ai candidati di scambiare idee con l’elettorato e, soprattutto, agli elettori di conoscere personalmente i nomi che troveranno nella scheda elettorale il 23 e 24 novembre. Considerando tutto ciò, credo che continueremo a vedere spesso eventi simili e altrettanto piacevoli in futuro.



Benvengano tutte le iniziative che portano agli incontri tra cittadini e politica, tuttavia resta il dato (purtoppo consolidato) della scarsa affluenza alle urne. Nelle Marche, ad esempio, alla mezzanotte di domenica la percentuale dei votanti era al 37% (fonte Ansa) 5 punti in meno della volta precedente. Forse, più che ricercare nuovi sistemi di approccio, vanno ricercate le cause di questa disaffezione per porre i rimedi, anche se ci vuole tempo e fatica.