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Il Lido di Venezia si mobilita per Gaza – Una manifestazione che scuote la Mostra del Cinema

Lido di Venezia, 30 agosto 2025

In una cornice internazionale come quella della 82ª Mostra del Cinema, si è svolta ieri una manifestazione imponente e carica di significato politico e umano: il corteo “Stop al genocidio – Palestina libera” ha attraversato il Lido per portare l’attenzione mondiale sulla crisi in corso nella Striscia di Gaza.

Secondo gli organizzatori oltre 5.000 persone hanno partecipato al corteo. Tra i manifestanti: attivisti dei centri sociali, rappresentanti dell’ANPI, gruppi cattolici, sindacati, collettivi studenteschi e artisti del collettivo Venice4Palestine. Il messaggio era chiaro: “Palestina libera dal fiume fino al mare”.

Il corteo è partito alle 17:00 da Santa Maria Elisabetta, snodandosi lungo il Gran Viale e il lungomare, fino a raggiungere le zone limitrofe al Palazzo del Cinema, presidiato dalle forze dell’ordine. Il dispositivo di sicurezza è stato rafforzato per garantire ordine pubblico senza ostacolare il diritto a manifestare.

La scelta del Lido di Venezia non è stata casuale. Con i riflettori puntati sulla Mostra del Cinema, gli organizzatori hanno voluto trasformare la vetrina culturale in uno spazio di denuncia. “Se a Venezia si celebra il cinema, a Gaza si muore sotto le bombe”, si legge nell’appello diffuso dai promotori.

Per facilitare l’arrivo dei manifestanti, è stata organizzata una motonave speciale da Marghera, che ha trasportato circa 800 persone. Centinaia di barchette di carta con la bandiera palestinese sono state posate sul selciato del piazzale, simbolo di speranza e resistenza.

Martina Vergnano, del Laboratorio occupato Morion, ha dichiarato che non possiamo più restare in silenzio. La Mostra deve diventare uno spazio di solidarietà concreta. La cultura deve farsi strumento di resistenza contro il genocidio.

Quella di ieri non è stata solo una manifestazione: è stata una presa di posizione netta, un grido collettivo che ha cercato di rompere il silenzio e portare Gaza nel cuore pulsante della cultura internazionale.

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