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Comincia con “Mediterranea” la nuova missione di Mediterranea saving humans

Mar Mediterraneo 01 agosto 2025


“Siamo tornati in mare dopo mesi, dopo un rinvio a giudizio per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina con fini di lucro. Non potevamo più stare fermi, mentre il governo di questo paese ci vorrebbe fermi in porto se non addirittura chiusi nelle celle di qualche prigione.”

Mediterranea saving humans ha deciso di tornare in mare con una nuova nave di soccorso che si chiama “Mediterranea“.

L’abbiamo appositamente chiamata con questo nome, con il nome dell’associazione, per rappresentare la moltitudine di persone e organizzazioni che ci hanno aiutato e hanno permesso tutto ciò”.

Anche la nostra città (Mogliano Veneto ndr), con un pizzico d’orgoglio, ha reso possibile questa nuova straordinaria avventura: dalle cene per la raccolta fondi, alla presenza costante del tessuto associativo moglianese e infine alle instancabili ragazze e ragazzi di Officina 31021 che da anni in ogni momento della loro vita portano un pezzo di mediterranea a terra.

Questa nave è anche un po’ loro e credo che oggi saranno davvero orgogliosi. Anzi forse un po’ tutta Mogliano Veneto dovrebbe essere fiera di questo gruppo di giovani che non si è mai rassegnato e che con piccole e grandi azioni è convinta che si può cambiare un po’ il mondo.

La barca era stata avvistata e veniva monitorata dall’alto da un aereo, a pochi chilometri numerose motovedette della guardia costiera e altri assetti di frontex. Motovedette lituane, danesi, svedesi.

I 27 morti dovrebbero pesare sulle coscienze di chi ha pensato un piano di soccorso fallimentare e di chi è più preoccupato a riporta con aerei di stato in Libia un “trafficante e torturatore” di esseri umani.

Il nostro governo, invece, punta ancora il dito contro di noi, che siamo semplicemente armati di salvagenti e sogni.

L’altro giorno ci sono volute oltre sette ore per far mandare un elicottero a soccorrere una donna che stava partorendo a bordo e che necessitava di un cesareo urgente. Le autorità italiane per ore hanno ignorato le richieste rimpallando responsabilità tra Malta e Tunisia, come se la morte di un bambino e di una donna fossero un problema di trattati.

Forse ogni tanto i ministri Piantedosi e Salvini, secondo noi, potrebbero meditare seriamente sul fallimento totale dei loro piani.

Sono oltre mille le persone che Mediterranea saving humans ha soccorso in mare da quando l’associazione ha iniziato la sua attività navigando sulle acque del mediterraneo.

Per i volontari salvare una persona è sempre come fosse la prima volta.

L’emozione di essere riusciti ad aver portato aiuto a qualcuno, aver dato una seconda possibilità ed avere dato ad una persona ancora una speranza per un futuro migliore, a non averlo lasciato inabissarsi nel più grande cimitero d’Europa, è grande.

Ma tutto ciò, però, non cancella dagli occhi dei volontari l’orrore di una distesa infinita di persone che ha perso la vita nel Mediterraneo centrale.

Mediterranea saving humans, comunque, andrà avanti ostinatamente perché questa è la sua missione: salvare vite umane.

Mentre la “Mare Jonio”, dopo i saluti di rito tra gli equipaggi, fa rientro in porto, per “Mediterranea”, prua a sud, comincia la sua prima missione.

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