Mettere insieme la frase “le ultime battute della campagna elettorale” con Bersani è quasi scontato. Il politico più battutista e spiritoso fa tappa proprio a Mogliano Veneto nelle ultime ore prima delle elezioni.

Presentarlo è perfettamente inutile. È l’uomo che doveva “smacchiare il giaguaro” (e non c’è riuscito), dell’“asciugare gli scogli”, del “pettinare le bambole”. È il politico che con le sue metafore ha fatto sorridere e avvicinato il politichese al linguaggio normale, popolare. Aggiungetevi poi una cadenza padana infiorettata di molte esse “ragassi è tempo di …” e il risultato è irresistibile. Non solo questo è chiaro: un fior fiore di carriera, presidente di regione, ministro, segretario di partito, sempre in prima fila nazionale. Con una bonarietà e una umanità apprezzata da tutti. L’unico avversario politico che è andato a trovare Berlusconi in ospedale o, per chi ha memoria, da solo, triste e meditabondo, davanti ad una birra ad un congresso del partito. E dall’altra parte, da tutte le parti, grida e retoriche estranee.

Beh, anche queste righe rischiano di diventare retorica, e invece raccontiamo come Enrico Ameri, “minuto per minuto” la partita di Pier Luigi Bersani a Mogliano.

21,00 – Palco lato ovest della piazza con grande gioia del gestore cinese del bar d’angolo. Tanti, ottocento/ mille in attesa.

21,08 – Arriva Bersani, più alto che in televisione, pantaloni chiari, mocassini, giacca. Sul palco con Nilandi, il candidato sindaco e Margherita Lachin a fare da moderatrice. È diventata famosa proprio oggi per essere stata maltrattata in Consiglio Comunale a Marcon. Colpa: aver definito la Costituzione “antifascista”.

21,10 – Breve saluto del segretario provinciale Zorzi.

21,12 – Bersani fa i complimenti al giovin candidato e dice che lui non ha consigli da dargli. È il territorio che deve creare dei prototipi, delle anticipazioni. In Italia il governo arriva, se arriva, molto dopo. Fa due esempi la nascita degli asili nido e lo smantellamento dei manicomi, le leggi sono sì arrivate ma vent’anni dopo

21,17 – La prima bersanite: A volte non vediamo neanche una mucca nel corridoio. Risate e applausi.

21,19 – La frase che ha più successo: La vera integrazione la fanno le maestre. Ogni giorno a scuola, facendo stare insieme bambine e bambini e dialogando quotidianamente con le famiglie.

21,24 – Altra frase ad effetto: Non rompete i c…alla Schlein. Ha bisogno di lavorare con un partito unito è una giovane ed è giusto che i giovani invadano il partito. Ovazione.

21,42 – Tocca a Nilandi. Breve storia della sua candidatura. Della rimonta in questi cinque anni, da una riunione di sette persone alle mille persone presenti in piazza. Anni di ascolto nei quartieri, nelle frazioni, di sondaggi, di primarie.

21,50- Riprende Bersani, ormai è diventato Pier Luigi, e non scontenta nessuno. Tocca tutti gli argomenti che premono sulla Nazione. Economia, uguaglianza, sanità. Ricorda che in Italia il sessanta per cento della ricchezza è in mano al 10% mentre metà della popolazione ne possiede solo il 7%.

21,58 – Seconda bersanite emiliana “Non è che bisogna cercare il freddo nel letto…”

22,16 – Tocca a Nilandi. Un dato su Mogliano, la cittadina è ai primi posti in provincia nella classifica del reddito pro capite mentre negli ultimi venti anni la percentuale di chi ha un reddito basso è salita dal 27% al 42%. Tradotto: chi stava bene sta meglio, chi non stava bene sta peggio. Un altro dardo contro i tagli perfino nei confronti di Caritas – Leva civile e altri fulmini contro la gestione di questa giunta. La piazza ribolle.

22,27 – Domanda a Bersani sul mondo. Lui prima però si congratula con Nilandi, forse non si aspettava un giovane così tosto. Comunque, sull’Europa, sul vero europeismo, insiste e rilancia la centralità di queste scelte. Sulle guerre in corso, su Gaza e sull’Ucraina, non esita e auspica l’immediato “cessate il fuoco” senza se e senza ma.

22,50 – Ultimo appello al voto. Applausi convinti.

22,52 – Pier Luigi saluta e scende dal palco semisoffocato da estimatori, fotografi, strette di mano e affetti vari. Spero che qualcuno poi gli offra una birra. Se la merita.

Otello Bison
Otello Bison scrive a tempo pieno dividendosi tra narrativa e divulgazione storica. Collabora al “ILDIARIOONLINE.IT” su temi ambientali e locali.

1 COMMENT

  1. Sono andato in piazza, “more solito”, molto tardi e
    non ho ascoltate ne Bersani ne Nilandi.
    Leggere però la tua arguta cronaca serale, scadenziata sui tempi e lucida e concisa sugli argomenti trattati, aiuta a credere che sia stata essere una serata un pò “speciale. Grazie quindi di averla raccontata..

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