Ci si avvicina rapidamente alle elezioni.

Le europee e le amministrative, qui da noi.
Il primo tema è quello della partecipazione al voto, dell’andare alle urne, del diritto di manifestare le proprie volontà e le proprie scelte.
Da tempo parte importante dell’elettorato si tiene lontano dai seggi. Fondamentalmente credo sia per due ragioni.

Da una parte per sfiducia e disistima della politica e dall’altra per la difficoltà di riconoscersi pienanente in una forza, in un partito.
Tutte opinioni rispettabili certo. Ma spendiamoci qualche parola in più.
Se da una parte la delusione generata dalla “debolezza” di pensiero della politica e la “rabbia” provocata dai tanti attacchi alle condizioni di vita e di servizi sociali sono reali e capibili ciò però non giustifica la scelta di stare lontani dal luogo in cui si decidono le sorti della nostra esistenza e dei nostri diritti.
Ovvero potremmo dirla così: se io per delusione e rabbia non vado a votare faccio un piacere immenso proprio a chi ha generato quella delusione e quella rabbia.

Perchè?
Perchè lo lascio libero di fare quel che vuole, di decidere anche a nome mio. Nello stesso tempo sono sconfitto e lo sono senza nemmeno aver tentato di “giocare la partita”.

Certo non basta votare. Occorre poi controllare, discutere, partecipare, criticare e così via.
Fatica? Si ma ogni cosa è spesso “fatica” e non mi piace fare regali al potere voltandomi dall’altra parte.
Votare quindi è, per me, un dovere, una scelta, una necessità.
E per le amministrative è anche più facile.
Si conosce il candidato, lo si guarda negli occhi, si avverte da come parla il suo modo di stare nella società.
Per questo Giacomo Nilandi a Mogliano  è un buon candidato.
Per le sue idee ed il suo programma certo, ma non solo.
Perchè ha riunito insieme il centro sinistra è evidente, ma non è tutto.
Perchè Mogliano ha bisogno di guardare avanti al futuro, di progettare, di avere ruolo nella futura area metropolitana, questo è certo.
Si, è così, bisogna superare una idea “piccola” del senso di governo del Comune che oggi appare dominante con questo Sindaco attuale e questa maggioranza.
Ma qui non voglio aggiungere altre parole ad una campagna elettorale che ha già espresso sui programmi e i contenuti il senso di un voto di cambiamento alle liste del civismo e di sinistra.
Qui mi interessa dire che Giacomo Nilandi è un valore aggiunto anche rispetto al passato.
Per tante ragioni.
Perchè ha costruito la propria presenza politica ascoltando.

Ed avere la capacità di assorbire idee, critiche e desideri della gente è fondamentale.
Perchè è cresciuto giorno per giorno acquisendo credibilità e stima.

Grazie a chi gli sta attorno, ai ragazzi che lo aiutano e in un certo modo lo proteggono, lo tengono “caro”.
Perchè dubita giustamente dei soli schieramenti e bada di più ai concetti, alle proposte, al “che fare”.
Ed infine perchè ci crede in quel che dice e fa.

Glielo leggi negli occhi, glielo senti quando parla.

E per me “credere” in quello che si fa e si porta avanti è fondamentale.
E poi il voto non può non tener conto di quel che accade.
Di un governo che sta uccidendo la sanità con la complicità attiva della Regione Veneto, che diminuisce drasticamente i diritti nella comunicazione e favorisce invece chi già ha in abbondanza.
Quando voto anche localmente conterà pure un po’ il guardare a chi fa riferimento il primo cittadino!

E qualche dubbio sorgerà se le sue relazioni sono tagate fondamentalmente a “destra”.
Questo atteggiamento va tenuto fortemente presente nel voto europeo.
Dove tutto è più appannato apparentemente e meno immediato e necessario.
Ma è un inganno.
Le politiche agricole ad esempio sono fatte solo dall’Europa.

E così pure altre scelte importanti si decidono a Bruxelles.
Non esserci o prendere questa opportunità “sotto gamba” è un errore che va evitato.
E non solo perchè su molte cose l’Europa conta.

Anche per quelle in cui non conta e potrebbe farlo.
Basti pensare ad una politica estera inesistente che ci fa diventare disuniti e poveri a partire dalla mancanza di iniziative per la pace in Ucraina e a Gaza.
Spesso c’è troppo poca Europa e quella che c’è va certo cambiata ma non si può  lasciare, anche qui, che altri da noi decidano.
Tutti quelli che mi leggono o mi conoscono sanno che il mio voto andrà al Partito Democratico di Elly Schlein.
Ma il mio invito è ad un voto a sinistra, alle forze storiche che su questo terreno hanno costruito strategie e politica in questi anni con coraggio in un mondo tutt’altro che facile e scontato.
Tutto ormai è spesso fatica, tutto costa sforzo, spesso tutto ti lascia la sensazione di poter fare di più.
Ma si può pur cominciare e continuare.

Maurizio Cecconi
Veneziano, funzionario del PCI per 20 anni tra il 1969 ed il 1990. Assessore al Comune di Venezia per quasi 10 anni è poi divenuto imprenditore della Cultura ed è oggi consulente della Società che ha fondato: Villaggio Globale International. È anche Segretario Generale di Ermitage Italia.

1 COMMENT

  1. Condivido le riflessioni sul voto, sulla responsabilità di un’ Europa necessaria e più incisiva, rispettosa dei principi fondamentali a cui si sono ispirati i suoi fondatori.
    Condivido le osservazioni sul ruolo che Giacomo Nilandi ha svolto e sta svolgendo per la comunità moglianese con una visione strategica che guarda al futuro e che sta costruendo insieme a tante persone

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