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Per fortuna ha fatto “brutto tempo” cioè un po’ di pioggia è caduta, tanto da inumidire un po’ il suolo agricolo e i giardini delle case che hanno la fortuna di averne uno.

Esco, visto il giorno di festa, per l’abituale passeggiata nei dintorni di casa, lascio l’auto in garage e non mi reco all’amato Bosco di Mestre o lungo la restera del Sile che sono i luoghi privilegiati per le mie deambulazioni.

Basta passare il ponte sullo Zero e si è subito a contatto coi campi. Al primo impatto brutta impressione, odore di plastica bruciata, chissà quale sarà l’origine? Poi fossetti finalmente pieni d’acqua, la stessa acqua che porta a galla i contenitori di altri liquidi: lattine (su tutti la birra Bavaria che batte nettamente la Coca Cola) e contenitori svariati di plastica oscenamente sortiti dal riparo erboso che li nascondeva ai più.

Mi interrogo poi, distogliendo lo sguardo dalle diverse tipologie di contenitori galleggianti, su un platano tagliato alla base. Ho mandato la foto di quello che resta del tronco a un amico naturalista chiedendogli se riesce a identificare una qualche malattia del legno, la risposta non è certa; ma è uno degli alberi censiti dal Comune, quindi non può trattarsi di un gesto proditorio, una ragione ci sarà pur stata; avremo comunque meno ombra la prossima estate a protezione dei passanti. Transito sopra l’altro ponte sullo Zero per rientrare verso casa e l’acqua, molto più veloce del solito, scorre verso l’immissione al Dese per poi raggiungere, affratellata, la Laguna. La superficie di entrambi, Zero e Dese, da tempo è segnata da bolle apparentemente gassose visto che permangono in superficie. Mi sa tanto che ormai i nostri due corsi d’acqua potrebbero rappresentare una novità che si sta stabilizzando: i fiumi con le bollicine potrebbero diventare un’attrattiva locale, un “endemismo” per utilizzare un termine scientifico.

La parte finale della passeggiata avviene su asfalto, mi chiedo e mi do la risposta: se molti di più tra i moglianesi la smettessero di buttare a terra quello che non vogliono più tenere nelle tasche (lungo i marciapiedi di questa nostra tipica città del NordEst è impossibile non vedere: fazzolettini, pacchetti di sigarette, bottiglie vuote, le ultime FP2 e via dicendo) il servizio raccolta rifiuti potrebbe ridursi tranquillamente del 50% e di conseguenza anche i relativi costi a carico dei cittadini.

Passeggiare fa bene, se osservi quello che ti circonda ti vien voglia di pensare e magari ne esce anche qualche buona idea. Però alla fine di questa passeggiata, visto che non posso consolarmi con la visione di Prealpi e Dolomiti nascoste da nubi pesanti, i pensieri negativi superano quelli positivi. Vien voglia di pensare: -siamo fatti così, saremo anche un “Comune riciclone”, sensibili all’ambiente, plastic free, ma in realtà dovremmo cominciare, almeno un po’, a vergognarci. –

p.s. Sentito l’Ufficio ambiente del Comune rapidamente è arrivata la risposta che il platano è stato tagliato in quanto -”… infettato dal cancro colorato.-” Meglio così, una giustificazione c’era.

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