Essere poveri a Mogliano

Cominciamo il nostro viaggio nella povertà moglianese con lei, con Daniela Duzioni, la presidente della Leva Civile. Il Progetto Leva Civile nasce nel 1999 dalla collaborazione tra la Caritas moglianese rappresentata da don Giorgio Morlin, parroco di Mazzocco, l’assessorato alle politiche sociali e l’associazione COSPES onlus presieduta da don Severino De Pieri con lo scopo di promozione del volontariato sociale per un intervento organizzato nel territorio moglianese. Dal 2020 l’Amministrazione Comunale non ha più sottoscritto il protocollo.

Cara presidente

Niente presidente, a Mogliano sono già troppi, sono coordinatrice e poi sono solo Daniela  

Ubbidisco. Cominciamo dalla parola “povero”. Chi sono i poveri?

Vado a memoria, nella circolare del Ministero si parla di 6.000 euro, per gli anziani oltre i 67anni 7.560. Fino ai 9.360 euro bisogna fare una dichiarazione che la famiglia è in situazione di indigenza.

È la famosa Isee?

La questione dell’Isee è un po’ complicata. Provo a spiegartelo. Prendi nota. L’Isee è l’indicatore della situazione economica di una famiglia. Dentro ci stanno il reddito, le proprietà e i risparmi. Il tutto diviso con un coefficiente numerico che tiene conto del numero dei membri del nucleo familiare e altro.

In Italia si parla di un povero ogni 20 persone. A Mogliano si parla di 2.150 poveri, la percentuale mi sembra migliore o sbaglio?

Sì, forse un po’ meglio. Però stai attento, io posso darti numeri e dati su quelli che vengono da noi. E quelli che si vergognano? E quelli che non chiedono niente e magari ricorrono a prestiti o si nascondono?

Daniela quindi la povertà…

Fai attenzione non c’è solo la povertà economica, c’è anche la povertà culturale. Quella fisica. Anche l’incapacità di mantenere un lavoro fisso è povertà. Oppure un licenziamento improvviso. Ti faccio un esempio di questi giorni. Famiglia, due stipendi, due figli, abbastanza tranquilla, fanno un mutuo di 800 euro al mese, poi uno dei due perde lo stipendio e adesso chi regge più la baracca? E la vecchietta che ha la minima ma ha la casa e quindi ha l’Isee alta, cosa fa? Mangia i muri?

Andiamo con ordine, io sono povero e vi chiedo di aiutarmi. Come funziona?

Intanto non mi hai ancora chiesto cos’è la Leva Civile. Va bene dopo. Ti complico l’intervista con questa specie di graduatoria. Se sei sotto i 6.000 euro ti prendiamo subito. Ti ho spiegato prima che non è così semplice il calcolo. Il parametro per gli anziani viene alzato a 7.560. Attento, annui eh. Dai 7.560 ai 9.360 si valuta situazione per situazione. Oltre a questo, interveniamo dove ci sono delle emergenze.

Una specie di ragioneria della povertà…

Meno ironia, ti assicuro che l’ideale per noi sarebbe scomparire, sparire non esistere più, via il bisogno via noi.

Sì, scusa, hai ragione volevo solo dirti che questi conti magari non corrispondono alla…

Intanto noi siamo controllati dal Ministero. Ogni azione deve essere rendicontata. Con tanto di ispezione che lo scorso anno abbiamo brillantemente superato.

Tutto inizia come?

Con un colloquio. C’è un centro di ascolto, se ne occupano dei volontari. E ti assicuro che vengono fuori non solo problemi di cibo, ma anche situazioni di violenza familiare, di ricerca disperata di alloggio. Vabbè. L’anno scorso abbiamo fatto 521 colloqui. Quando siamo in possesso di tutta la documentazione richiesta inseriamo la famiglia nel portale del Ministero ed entra a tutti gli effetti nel programma.

Tradotto, a questo punto distribuite i pacchi alimentari?

Sì, ma non è così semplice. Alle famiglie coi bambini devi dare per esempio più latte. Sulla carne sai benissimo che ci sono distinzioni religiose. Perfino sui legumi. Gli ucraini non volevano i ceci perché non li conoscevano!

Ucraini? Parli di profughi?

Certo. L’anno scorso ci siamo occupati di questa emergenza. Vuoi i numeri? Ci siamo occupati direttamente di 27 famiglie come richiestoci dal ministero. Adesso almeno in questo settore le cose sono migliorate. Molti sono tornati a casa e altri hanno trovato un lavoro.

Rimane però il problema degli stranieri.

Sì, attento però gli italiani superano il 50%. Sfatiamo subito questa credenza. I poveri qui da noi sono in maggioranza italiani. Italiani il 48% e le famiglie miste 13%. Insieme fanno il 60%.  Su circa 400 famiglie fa un po’ tu i conti.

Scusa ma torniamo indietro. Abbiamo detto colloquio iniziale al centro di ascolto, verifica della situazione e dei documenti, adesso arriviamo alla distribuzione di aiuti, dei “pacchi spesa”.

 Sì ma secondo te i pacchi arrivano dal cielo? O bisogna andarli a prendere con il nostro furgone? Secondo te gli assistiti possono venire tutti personalmente a prendersi in sede il pacco o in qualche caso glielo portiamo noi? Secondo te capiscono sempre quando gli spieghi il perché e il per come della spesa? E secondo te…

Ferma. Ho capito, non è così semplice. Anch’io nel mio piccolo comprendo che far capire alla vecchietta che spendere ogni mattina 10 euro per il gratta e vinci o per il miliardario non è un buon affare per la sua pensione minima…

Hai i cinque minuti di cattiveria? E spiegare alla signora straniera che dopo quattro anni deve farlo un corso di italiano? Te l’ho già detto all’inizio: la povertà economica non viaggia da sola.

Torniamo sul binario della bontà. Cosa c’è dentro questi pacchi?

Allora intanto noi riceviamo la maggioranza degli aiuti dal ministero e andiamo a recuperarli al Banco Alimentare a Prata di Pordenone con il nostro furgone. Poi abbiamo donazioni dalla Croce Rossa di Mogliano, da qualche supermercato, da qualche negozio e da anche alcune associazioni. E pensa a volte ci sono anche volontari che acquistano a loro spese se vedono che manca qualcosa.

Ma in questi pacchi cosa c’è?

Ti faccio un elenco. La pasta, un litro di olio al mese, di oliva dove ci sono bambini e di semi per gli adulti, passata, uova formaggio, tonno, carne in scatola, e…

Ti interrompo, ma cosa manca di fondamentale?

Premessa: devono essere solo prodotti confezionati e poi mancano i prodotti per l’igiene personale e per la casa, non vengono forniti dal ministero. Ti faccio l’esempio: i detersivi ma anche i pannolini per i bimbə. Provvediamo noi grazie alle raccolte e alle offerte dei nostri supermercati qui a Mogliano.

Siete una quarantina di volontari ho letto. Giovani niente?

Come al solito ancora una volta sbagli. Senti questa. Ogni anno lanciamo l’idea dell’insegnamento di supporto. Al liceo Berto abbiamo chiesto se qualche studente era disposto a darci una mano per aiutare i bimbetti in difficoltà. Vuoi sentirla? Una quarantina di liceali si sono dichiarati disponibili e interverranno fino al prossimo giugno. Pensa nel 2021 erano anche molti di più ma il Covid ha creato problemi logistici nelle scuole per cui non è stato possibile dare seguito alle disponibilità.

Sono romaso. Volevo dire basito.

Veramente sono contenta anch’io, adesso devo andare. Comunque, non mi hai fatto la domanda su chi siamo, su cos’è la Leva Civile a Mogliano.

Otello Bison
Otello Bison scrive a tempo pieno dividendosi tra narrativa e divulgazione storica. Collabora al “ILDIARIOONLINE.IT” su temi ambientali e locali.

1 COMMENT

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here