È il motto della campagna referendaria iniziata il 22 aprile in tutta Italia. Le cittadine e i cittadini sono invitati a firmare per tre quesiti referendari. Due hanno come obiettivo il blocco dell’invio di armi in territori in cui si svolgono guerre, pratica contraria all’articolo 11 della Costituzione, il terzo quesito vuole impedire il progressivo indebolimento della sanità pubblica. La campagna è promossa dal comitato di Generazioni Future.

I quesiti sono strettamente legati fra loro, dato che per finanziare l’invio di armi si taglia su sanità, istruzione, servizi per la cittadinanza.

DOVE SI FIRMA:

  1. ai banchetti organizzati nelle principali città italiane
  2. agli uffici elettorali dei comuni di residenza dove, per legge, devono essere disponibili i moduli vidimati per la firma. Sarà possibile localizzare i banchetti consultando la mappa aggiornata in tempo reale sul sito generazionifuture.org. 
  3. si può firmare digitalmente sulla piattaforma Itagile.it consente la raccolta e l’identificazione certificata mediante il pagamento di 1 euro e 50 centesimi a firma dato che vi è un ritardo nella preparazione della piattaforma pubblica

QUESITO SUL CONFLITTO DI INTERESSI NELLA SANITA’

Richiesta di referendum abrogativo (23A01449) (GU Serie Generale n.53 del 03-03-2023)

«Vuoi tu abrogare l’art. 1 (Programmazione sanitaria nazionale e definizione dei livelli uniformi di assistenza), comma 13, decreto legislativo n. 502/1992 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’art. 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421 (Gazzetta Ufficiale n. 305 del 30 dicembre 1992 – Supplemento ordinario n. 137)) limitatamente alle parole “e privati e delle strutture private accreditate dal Servizio sanitario nazionale”?»

Il DEF (Documento di Economia e Finanza contiene gli elementi per pianificare le strategie economiche e finanziarie e deve essere presentato al Parlamento ogni anno entro i primi dieci giorni di aprile) per i prossimi 2 anni prevede un decremento di 4 miliardi per la spesa pubblica e un aumento di 14 miliardi per le spese belliche.

Con il quesito referendario si intende impedire la tendenza alla privatizzazione del Servizio Sanitario Nazionale e impedire che le regioni, cui compete la gestione del sistema sanitario a livello territoriale, ammettano la partecipazione nella programmazione dei servizi per la cittadinanza anche ai privati. L’accesso alle cure, che dovrebbe essere gratuito e garantito in modo efficiente a tutte le cittadine e i cittadini, è divenuto difficoltoso per coloro che non riescono a sostenere i costi per cure private o in convenzione. Basti pensare alle interminabili liste di attesa.

QUESITO SULL’INVIO DI ARMI

Richiesta di referendum abrogativo (23A01448) (GU Serie Generale n.53 del 03-03-2023)

«Vuoi tu che sia abrogato l’art. 1 del decreto-legge 2 dicembre 2022, n. 185 (Disposizioni urgenti per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle Autorità governative dell’Ucraina), convertito in legge n. 8 del 27 gennaio 2023 nelle parole: “E’ prorogata, fino al 31 dicembre 2023, previo atto di indirizzo delle Camere, l’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina, di cui all’art. 2-bis del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 aprile 2022, n. 28, nei termini e con le modalità ivi stabilite.”?»

Con il quesito si intende abrogare la norma che consente di prorogare l’autorizzazione all’invio di armi all’Ucraina.  

QUESITO SULLA DEROGA ALLA NORMA DELL’INVIO DI ARMI ALL’UCRAINA CON DECRETO DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Richiesta di referendum abrogativo (23A01743) annunciata nella “Gazzetta Ufficiale” Serie generale n. 64 del 16/3/2023.

«Volete voi che sia abrogato l’art. 1, comma 6, lettera a), legge 09 luglio 1990, n. 185, rubricata “Nuove norme sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento”, e successive modificazioni (che prevede: “6. L’esportazione, il transito, il trasferimento intracomunitario e l’intermediazione di materiali di armamento sono altresì vietati: a) verso i Paesi in stato di conflitto armato, in contrasto con i princìpi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, fatto salvo il rispetto degli obblighi internazionali dell’Italia o le diverse deliberazioni del Consiglio dei Ministri, da adottare previo parere delle Camere” limitatamente alle parole “o le diverse deliberazioni del Consiglio dei Ministri, da adottare previo parere delle Camere”?».

Emanuela Niero
Sono nata sotto il segno dei Pesci, mi piace guizzare. Sono femminista, faccio parte del gruppo l’8sempre donne Mogliano, sono partigiana, ho fatto parte del direttivo ANPI di Mogliano Veneto, mi piace leggere per me e per bambine bambini adulti con le lettrici di “Quante storie!”. Lo yoga mi accompagna molti anni.

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