È una giornata calda di maggio tardo pomeriggio e gli alberi del Parco Arcobaleno mormorano, accarezzati da una leggera brezza che ristora dopo una giornata calda, una delle prime dopo le grandi piogge dei giorni passati.

Avanza a braccetto con suo marito, una piccola donna, con passo energico e deciso, malgrado l’andatura un po’ storta.

Avanza verso un gazebo dove l’accolgono con abbracci, saluti rumorosi, scoppi di esclamazioni, un gruppo di donne, le sue amiche, di diverse età. Vogliano festeggiare con lei, anche se in ritardo, il suo compleanno, la sua vita, la sua testimonianza, poco vista dal pubblico, silenziosa, non riconosciuta con manifesti, ma viva, feconda e concreta in tanti volti di persone residenti a Mogliano.

Gianna Toniolo nasce a Mestre e già nell’ambiente familiare respira, oltre ad un profondo senso religioso, quello altrettanto importante della compassione verso chi è nel bisogno. Frequenta l’ambiente del “Don Vecchi”.

Studia con passione e diventa una maestra e la sua attenzione è sopratutto per i bambini con difficoltà scolastiche, ma anche le persone sole e le famiglie disagiate. Determinante è il servizio prestato alla mensa di Ca’ Letizia e il doposcuola a Ca’ Emiliani di Marghera.

Una volta sposata si trasferisce a Mogliano, dove nascono i suoi due figli, e dove, non appena riesce, insieme ad altre tre donne fonda il gruppo “Fraternità” nel quartiere Est, dove sono concentrate famiglie provenienti da realtà socio-culturali diverse. La sede sono le loro case private i cui campanelli cominciano a suonare con richieste di vario genere.

Ripensando a quegli anni, Gianna dice, con gli occhi che si illuminano e lo sguardo ringiovanito, che è stata una sfida: i bisogni erano molti, le persone spesso disorientate ma il coraggio dei volontari spianava anche le strade più impervie.

Durante l’Avvento del 1982 il gruppo “Fraternità” aderisce alla Caritas diocesana di Treviso e diventa “Caritas parrocchiale fraternità San Carlo”.

L’oratorio si trasforma in luogo di incontro dei volontari con donne e uomini che portano le loro fatiche, i dolori quotidiani, i vissuti complessi: c’è bisogno di aiuto materiale, ma anche, e prima ancora, necessità di accoglienza, ascolto, cura, non giudizio. E questo nelle volontarie e volontari che si aggiungono a Gianna e alle sue amiche c’è in misura abbondante per tutti.

La Caritas parrocchiale Fraternità San Carlo negli anni è stata la preziosa “longa manus” dell’Amministrazione, caricandosi delle rette di mense, bollette, affitti, di supporto con il doposcuola, fornitura di vestiario e altro di utile per la quotidianità di una famiglia.

Ancora oggi Gianna continua, per quello che può, a sostenere questo progetto di cui si sente ancora madre e che ormai è delegato in altre mani di volontari.

Gianna è tenace, non si piange addosso, malgrado il fisico affaticato, abbraccia tutti e ascolta qualsiasi richiesta, mettendosi immediatamente in moto per capire come soddisfarla.

Gianna non è perfetta, è schietta e diretta, onesta e vera, e per questo può risultare scomoda, ma ama ogni essere umano a prescindere dalla razza, dal vissuto, dal genere. In lei è incarnato un grande senso di giustizia e attenzione alle fragilità, agli “scarti”. Gianna ha la sicurezza di sé e spesso non fa nulla per contrastare i difetti e per piacere agli altri.

Il suo amore per ogni essere umano che si trova in difficoltà, ciò che agli occhi del mondo risulta un fallimento o assolutamente un peso, l’ha portata, con l’appoggio di suo marito a praticare l’accoglienza assoluta, a volte perfino ospitando a casa sua chi si trova a disagio. Gianna non ha bisogno di encomi e di medaglie: la sua medaglia più grande è la festa a sorpresa di qualche giorno fa, in cui le sue amiche la ringraziano per la vita e il fatto che per ogni strada in cui lei cammina è fermata da qualcuno che la ringrazia per qualcosa che ha da lei ricevuto. Lo straordinario dell’ordinario è possibile.

Grazie, Gianna.

4 COMMENTS

  1. È bello che si renda merito a queste persone speciali mentre sono ancora tra noi, con la loro sincera testimonianza. Grazie dell’articolo.

  2. È il giusto ritratto di una persona generosa, onesta, umile. Grazie di cuore a Gianna e a chi ha scritto questa bella testimonianza.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here