Lo spettro della mancanza di medici si aggira anche a Mogliano e nel 2023 si preannunciano pensionamenti che sconvolgeranno l’equilibrio esistente. Attualmente ci sono 21 medici di base e quattro pediatri in servizio nella cittadina che garantiscono l’assistenza allontanando i disagi e i vuoti come in altre zone della marca trevigiana e del veneziano. Per ora, ma già a primavera la situazione cambierà.

Molto utile per districarsi in questa (relativamente) nuova emergenza è stata l’assemblea organizzata dalla sezione locale del Partito Democratico. Ospiti competenti, dibattito “vivace” e alla fine un utile libretto, numeri e statistiche impietosi, che fotografano la sanità veneta.

In collegamento diretto dagli States l’ex ministro Beatrice Lorenzin ha illustrato come si sia arrivati a questa situazione di crisi in tutta Italia. Secondo lei non è stata prevista la gobba pensionistica (usa questa espressione) della categoria medica che avrà proprio il suo apice nel 2023. Non sono state fatte assunzioni, non sono stati incoraggiati i giovani medici, non è stata combattuta la fuga all’estero. Soldi, soldi. Bisognerebbe raggiungere il 7 o 9% del Pil da destinare alla sanità come fa ad esempio la Germania.

Saluti da oltre oceano, poi il consigliere Andrea Zanoni ci riporta qui ed illustra la ricerca fatta dal gruppo dei democratici veneti.

I grafici mostrano con evidenza come nel Veneto la situazione della medicina generale sia una delle più critiche d’Italia, ci sono grandi e belle eccellenze ma anche una inefficiente copertura del territorio. Non sono chiacchiere, cercate di prenotare visite, appuntamenti e lo constaterete. Se poi avete bisogno di un intervento… la fortuna vi accompagni.

Neanche a dirlo le statistiche mostrano impietose l’età avanzata dei medici di base (ritorna la gobba pensionistica…) che scoprirà ancora di più il Veneto dalla copertura assistenziale. Anziani, fragili, abitanti di zone impervie sono avvertiti.

Uscendo l’impressione è questa: la sanità pubblica (pubblica, per tutti, non privata!) deve riprendere vigore e ci vogliono idee per i preziosi, indispensabili medici di base.

Qualcuna? Per esempio, forniamo loro personale di segreteria, liberiamo il dottore da pastoie burocratiche, meglio che si concentri sul nostro corpo piuttosto che sullo schermo del computer. E poi l’ente pubblico dovrebbe facilitare la locazione di ambulatori ampi e funzionali. Poi più borse di studio per i futuri medici di base, telemedicina, rete e tanta, tanta umanità.

Segue dibattito…

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