Giulia Rossi, giovane scrittrice mestrina dedica il suo romanzo “Il club dei perdenti” «Al quartiere Piave, a chi lo abita, a chi lo ama, nonostante tutto».

Il romanzo inizia con un evento tragico. In una notte d’inverno un senzatetto dorme al riparo di un porticato. Un gruppo di ragazzi si avvicina e gli dà fuoco. Viene ricoverato in terapia intensiva. La sua identità rimane sconosciuta: non vengono recuperati documenti, né ci sono persone che chiedano di lui.

Nello zaino che portava con sé, tra le poche cose salvate dal fuoco, c’è la copia di un romanzo dello scrittore, Lorenzo Fabbri. E Lorenzo è uno dei fondatori del club dei perdenti di cui fanno parte anche Emanuele, Giacomo, Sara.

A distanza di vent’anni i quattro amici si ritroveranno e scopriranno chi sia lo sconosciuto, ripercorrendo anche le loro storie personali in una Mestre descritta con realismo e amore anche se, come dice l’autrice, «Per i più Mestre è soltanto l’anticamera grigia per accedere a basso costo alla bellezza folgorante di Venezia. Persino la fermata del treno non ha la dignità dell’autonomia: Venezia-Mestre, si chiama, con quel trattino in mezzo a ribadire il concetto».

Giulia Rossi

Giulia Rossi è laureata in Filosofia, si occupa di comunicazione e formazione in ambito digitale.

Il club dei perdenti è il suo secondo romanzo, dopo il suo esordio con È così che si fa.

Potremo ascoltarla e dialogare con lei giovedì 30 giugno alle ore 18.00 in piazzetta del teatro “Giorgio Gaber” a Mogliano.

Sono nata sotto il segno dei Pesci, mi piace guizzare. Sono femminista, faccio parte del gruppo l’8sempre donne Mogliano, sono partigiana, ho fatto parte del direttivo ANPI di Mogliano Veneto, mi piace leggere per me e per bambine bambini adulti con le lettrici di “Quante storie!”. Lo yoga mi accompagna molti anni.

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