Aveva quasi cento anni il partigiano Carlo Smuraglia che ieri se n’è andato. Partigiano, giurista, docente universitario, senatore, membro del Consiglio Superiore della Magistratura, presidente dell’ANPI.

Entra nella Resistenza dopo l’8 settembre del 1943 e continua ad essere partigiano, sempre: a difesa di chi viene ingiustamente accusato, dei lavoratori, delle donne, contro l’ipocrisia e i compromessi, a tutela della salute e dell’ambiente, per l’attuazione della Carta Costituzionale.

Alcuni fatti che dobbiamo sapere di lui.

Negli anni 50, assieme a Lelio Basso, difende alcuni partigiani accusati di omicidio, facendoli assolvere.

E’ parte civile nel processo per la strage di Reggio Emilia, 7 luglio 1960.

Le forze dell’ordine, durante una manifestazione sindacale, uccidono cinque operai inermi iscritti al PCI. In carica il governo Tambroni, presidente del Consiglio di un monocolore democristiano.

1966 gli studenti del liceo Parini di Milano stampano il giornale scolastico la Zanzara in cui viene pubblicata una inchiesta dal titolo “Un dibattito sulla posizione della donna nella nostra società, cercando di esaminare i problemi del matrimonio, del lavoro femminile e del sesso“ che riporta le opinioni di alcune studentesse sulla loro educazione sessuale e sul proprio ruolo nella società. I tre redattori vengono accusati di stampa oscena e corruzione di minorenni. Dopo due processi gli accusati vengono assolti. Carlo Smuraglia è componente del collegio di difesa.

Parte civile nel processo per la morte dell’anarchico Pinelli precipitato da una finestra della questura di Milano durante un fermo di polizia nel corso delle indagini sulla strage di piazza Fontana, 12 dicembre 1969.

Parte civile nel processo all’ICMESA. Il 10 luglio 1976 nell’azienda ICMESA di Meda, avviene un incidente che provoca l’uscita e la dispersione di una nube tossica di diossina, una sostanza ad alta tossicità, che si disperde in una vasta area dei comuni limitrofi, tra cui Seveso. Danni enormi all’ambiente e alla salute degli abitanti.

Dicembre 2016. Referendum Costituzionale: “Ci schieriamo sul referendum perché nel nostro statuto c’è come obiettivo la difesa della Costituzione e questa è una riforma che vuole  stravolgere il suo spirito”.

Non senza polemiche le sue dichiarazioni sulla guerra in Ucraina. «Chi esercita la resistenza contro la prepotenza va aiutato anche con le armi».

Ad essere partigiane, partigiani ci vuole coraggio, intelligenza, cuore. Carlo, ciao.

Sono nata sotto il segno dei Pesci, mi piace guizzare. Sono femminista, faccio parte del gruppo l’8sempre donne Mogliano, sono partigiana, ho fatto parte del direttivo ANPI di Mogliano Veneto, mi piace leggere per me e per bambine bambini adulti con le lettrici di “Quante storie!”. Lo yoga mi accompagna molti anni.