In questi mesi gli effetti del “clima impazzito” si sono fatti sentire in diverse parti del Globo, Italia inclusa. Nonostante la guerra in Ucraina abbia (più o meno giustamente) monopolizzato la copertura mediatica, recentemente stanno verificandosi eventi che non possono passare inosservati. Fra questi, la siccità che continua a minacciare la produzione agricola del Centro e Nord Italia (link); le ondate di calore che hanno colpito in maniera particolarmente grave l’India e il Pakistan, con temperature massime di 49°C che continuano a minacciare la salute di milioni di persone (link); o ancora il tornado che questo sabato ha colpito la città di Paderborn in Germania (link).

Però oggi non voglio scrivere solo delle (ennesime) cattive notizie, ma vorrei dare spazio a due esempi di cittadini che non si rassegnano di fronte a questa minaccia colossale, reagendo e facendo tutto il possibile per portare un concreto cambio di passo.

La prima di queste storie viene dall’università Ca’ Foscari di Venezia, dove, su iniziativa di un gruppo di studenti, ricercatori e docenti, l’ateneo si appresta a dichiarare l’emergenza climatica ed ecologica, come hanno già fatto solo altre due università in tutta Italia. Ed è importante notare che non si tratta dell’ennesimo documento pieno di retorica e privo di contenuti: tale dichiarazione vincolerebbe l’università ad impegnarsi in ben sette ambiti (dall’incremento della divulgazione del problema all’impegno a ridurre realmente la propria impronta ecologica). Si tratta di una proposta ambiziosa, ma è realistico sperare che questa Dichiarazione verrà effettivamente adottata: il testo è già stato approvato nei diversi canali istituzionali ed ha già raggiunto le 1000 firme (link).

Altra storia: la crescita del movimento Extinction Rebellion (“ribellione all’estinzione”) a Venezia e dintorni. Questo movimento, nato nel Regno Unito quattro anni fa e in parte presente in Italia, mira a spingere il governo ad agire tempestivamente contro la crisi climatica ed ecologica, mediante azioni di disobbedienza civile di massa. Extinction Rebellion prende esempio dai movimenti che hanno ottenuto grandissimi risultati proprio seguendo la strategia della disobbedienza civile (quelli di Gandhi e Martin Luther King, per citare i più noti).  A Mestre 5 mesi fa è iniziata una vasta campagna di mobilitazione per “reclutare” nuovi attivisti; questa ha permesso al gruppo di poter contare su oltre 200 persone per le prossime azioni, che si svolgeranno i giorni 27,28 e 29 maggio. Davvero chiunque può prendervi parte: fra queste 200 persone troviamo studenti, pensionati, genitori, operai…

Le tre giornate saranno un’importante occasione per portare la questione climatica all’attenzione della cittadinanza e delle istituzioni. (per maggiori informazioni potete visitare la pagina facebook Extinction Rebellion Venezia  o scrivere alla mail: xrvenezia@protonmail.com ).

Quando la politica è inadeguata, i cittadini devono farsi avanti. Ognuno di noi può essere parte del cambiamento!

Mi chiamo Samuele, ho 20 anni, vivo a Mogliano e sto frequentando la facoltà di ingegneria per l’ambiente a Padova. Ho frequentato il liceo scientifico G. Berto. Da un anno sono attivista nel gruppo Fridays For Future e “Ribelliamoci all'estinzione” Mogliano. Ho iniziato alla scuola media ad informarmi su alcuni problemi ambientali, ma oggi ho capito come essere informati non sia più sufficiente; per me infatti l’attivismo è l’unico mezzo per alleviare la mia frustrazione per la spregiudicata distruzione della natura e l’incertezza del futuro.