Le ragazze a Rimini non hanno taciuto. Hanno segnalato quanto accaduto durante l’adunata nazionale degli alpini al movimento femminista Non Una Di Meno, ai collettivi di Casa Madiba e Pride Off che hanno raccolto oltre 150 segnalazioni di violenze fisiche e verbali.

Ci si aspetta che le donne tacciano, anche di fronte a molestie sessuali verbali che avvengono per strada, considerate una normale caratteristica del comportamento dei maschi. Ancora di più ci si aspetta il silenzio, se l’accusa può ledere l’immagine di un potente, di un gruppo dominante, di una istituzione.

Se le donne denunciano la violenza invece che indagare le radici del fenomeno si insinuano dubbi sulla veridicità di quanto dicono. Avviene una complicità maschile di genere che ha come estrema conseguenza il femminicidio, da gennaio 20 vittime.

I fatti sono noti. Le molestie anche. Succedono da sempre.

Trento, maggio 2018. Adunata nazionale degli alpini

“Il Comitato organizzatore, a nome dell’Ana nazionalecondanna fermamente ogni atteggiamento che possa aver dato adito a situazioni spiacevoli nei confronti delle donne ed esprime piena solidarietà verso chiunque si sia sentita molestata o a disagio“. https://www.ildolomiti.it/cronaca/2018/adunata-di-trento-gli-alpini-chiedono-ufficialmente-scusa-alle-donne-che-hanno-subito

Rimini, maggio 2022. Adunata nazionale degli alpini

“Mi hanno chiamato a un tavolo facendo il saluto fascista, sono andata, l’ho fatto notare e mi hanno risposto che sì, era vero, che avevano fatto quel saluto appositamente. Sono somala, ho reagito, lo sapete? Mi hanno risposto: lo abbiamo immaginato dal colore della tua pelle. E giù risate. Sono rimasta senza parole, ma è finita lì”. https://www.nextquotidiano.it/molestie-alpini-rimini-saluti-fascisti/

Maschi che si radunano e manifestano virilità in armi, amor di patria che si trasforma in occasione per comportamenti inaccettabili.

Spirito di corpo e appartenenza al branco: Il corpo maschile che ritiene che il corpo femminile sia di proprietà e possa essere violato con sguardi, frasi, gesti.

Minimizzazione: atteggiamenti non condannabili perché ascritti a goliardate dovute alla baldanza maschile.

Sebastiano Favero presidente dell’associazione nazionale alpini «Quando si concentrano in una sola località centinaia di migliaia di persone per festeggiare è quasi fisiologico che possano verificarsi episodi di maleducazione, che però non possono inficiare il valore dei messaggi di pace, fratellanza, solidarietà e amore per la Patria che sono veicolati da oltre un secolo proprio dall’Adunata».

Sottovalutazione: non erano alpini, erano infiltrati, gli alpini non sono così.

Impunità ritenuta doverosa come contraccambio di azioni di volontariato svolte dagli alpini.

Deresponsabilizzazione: noi non c’entriamo. Per condannare servono denunce, non sappiamo se è vero.

“Aspettiamo e vediamo se queste dichiarazioni, queste denunce all’associazione ‘Non una di meno‘ avranno dei riscontri” generale degli alpini Giorgio Battisti.

In una nota dell’ANA: «Si tratta di segnalazioni sui social e non di denunce alle forze dell’ordine. Per di più, chiunque può comperare un cappello da alpino su una bancarella, per quanto non originale”.

Intoccabilità: non si può gettare discredito “verso un corpo dal valore riconosciuto e indiscusso del nostro esercito”.

Le ragazze di Rimini hanno squarciato l’omertà, lo hanno fatto per tutte, per tutti. Anche per quelle che hanno avuto paura. È facile capirle, dato che rompere il velo di violenta ipocrisia patriarcale può costare caro. Anche per quelle che intendono dissociarsi e invitano a non gettare discredito verso il corpo degli alpini.

C’è una prima denuncia per le molestie all’adunata degli alpini a Rimini. E le attiviste di Non una di meno hanno fatto sapere che non sarà l’ultima: “Stiamo incontrando gli avvocati e le persone che vogliono denunciare”.

(n.d.r.)La fotografia è di Ruth Orkin (Boston 1921 – New York 1985) Ragazza americana in Italia, Firenze 1951