27 October, 2021
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Il gruppo “Ribelli all’estinzione” incontra il Comitato per la difesa delle ex-Cave di Marocco

Il piano degli Interventi che dovrebbe essere discusso da qui a un mese dall’amministrazione di Mogliano è il principale strumento per amministrare le trasformazioni territoriali del nostro Comune. Come gruppo ambientalista

Il piano degli Interventi che dovrebbe essere discusso da qui a un mese dall’amministrazione di Mogliano è il principale strumento per amministrare le trasformazioni territoriali del nostro Comune. Come gruppo ambientalista troviamo il P.I. davvero cruciale per intervenire localmente sulla crisi ambientale, potendo disincentivare il consumo di suolo, migliorare il verde urbano e istituire nuovi parchi. Per approfondire questo tema ci siamo rivolti ad un’associazione che da anni è impegnata sul fronte della tutela dell’ambiente locale: il comitato per la difesa delle Ex-Cave di Marocco-Salviamo il Paesaggio. Come ci spiega il presidente Paolo Favaro, l’associazione ha avanzato un piano di proposte che mirano alla salvaguardia di 5 risorse vitali: aria, acqua, suolo, biodiversità e paesaggio. Iniziamo il colloquio dalla risorsa tra queste più esplicitamente mal governata nel nostro territorio: il suolo. Come ci spiega Favaro “Il Veneto è la regione degli 11 mila capannoni abbandonati, eppure la cementificazione continua senza tregua: sebbene nella legge regionale del 2017 venga riconosciuto il valore inestimabile di questa risorsa non rinnovabile, le innumerevoli deroghe presenti nella stessa vanno in tutt’altra direzione, concedendo l’occupazione di suolo naturale senza stimolare abbastanza la riqualifica dell’esistente.” Cita a questo proposito alcuni dei fronti nei quali è impegnato il comitato: “lo scorso anno ci siamo opposti alla realizzazione dell’ennesimo nuovo supermercato lungo il Terraglio, e stiamo appoggiando la battaglia contro il progetto del polo logistico a Casale sul Sile”.

Dopo aver approfondito alcune delle proposte, parliamo delle strategie dell’attivismo ambientale, ed esprime così la sua sincera opinione sul nostro movimento, FridaysForFuture: “In quarant’anni di militanza a difesa dell’ambiente ho vissuto soddisfazioni ma anche delusioni, però negli ultimi tempi ho notato un cambiamento, e credo sia in parte il frutto del movimento di Greta Thunberg. Inizialmente pure io ero scettico verso questa ragazzina che, dal nulla, ha iniziato ad avere una risonanza così vasta. Poi però ho notato che il nuovo modo di porsi aveva effettivamente un impatto…si è iniziato a parlare di verde e sostenibilità quasi ovunque, e anche se molto spesso sono solo parole vuote, questo tipo di cambiamento mosso dalle giovani generazioni dà una certa speranza”.

Tuttavia, tornando a considerare ciò che avviene concretamente nel nostro territorio, Favaro non può ritenersi ottimista: “E’ una lotta continua: pensiamo alle Grave di Ciano, un tratto della Piave di grandissimo valore naturalistico e paesaggistico (già zona a protezione speciale ZPS, nell’immagine (1) ) minacciato dal progetto di una cassa di espansione; o alla cava di Morganella, per la quale la Regione ha autorizzato un ampliamento fino a 60 metri di profondità, ponendo seri rischi per la falda sottostante; o ancora, ai diversi progetti di installazione di fotovoltaico su terreno precedentemente agricolo, che vengono visti come “ecologici” senza pensare ai danni irreversibili causati al suolo occupato ”.

Riguardo l’istituzione del parco delle ex cave di Marocco Favaro è cautamente fiducioso: “da anni spingiamo perché il Comune stipuli un accordo con la proprietà privata dell’area, per ottenere una protezione almeno per la parte di maggior pregio naturalistico. Le proposte del Comitato sono molto concrete e realizzabili: auspichiamo il Comune le accolga, anche in rispetto delle oltre 5000 firme favorevoli raccolte nell’ultimo anno. Siamo convinti che preservare habitat naturali così peculiari sia fondamentale, anche perché costituiscono un patrimonio che tutti i cittadini potrebbero conoscere e apprezzare”.

(1)

foto di Claudio Morellato

Le proposte del Comitato per il Piano degli Interventi 2020

La pagina per firmare a favore dell’istituzione del parco della biodiversità