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Legge di iniziativa popolare contro la propaganda fascista e nazista

Depositate alla Camera le 240 mila firme raccolte a favore della Legge di iniziativa popolare contro la propaganda fascista e nazista

Maurizio Verona, sindaco di Stazzema ha depositato le quasi 250 mila firme raccolte, valide pe poter presentare una proposta di legge di iniziativa popolare che prevede di istituire pene per chi venda oggetti raffiguranti simboli fascisti o nazisti e per chi inneggi a quei regimi con gesti, parole o testi scritti, con particolare attenzione al mondo dei social.

Ma perché nel 2020 presentare una proposta di legge di questo tipo, quando nel testo della nostra Costituzione alla XII disposizione finale e transitoria si può leggere: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”?

Nel messaggio introduttivo alla proposta di legge si trova scritto “Da anni assistiamo impassibili al proliferare dell’esposizione ovunque, di simboli che richiamano a fascismo e nazismo, frutto di anni di sottovalutazione del fenomeno del ritorno di queste ideologie che mai come oggi sono pericolose. Il ‘Rapporto Italia 2020’ dell’Eurispes ci dice che dal 2004 ad oggi è aumentato il numero di chi pensa che la Shoah non sia mai avvenuta: erano solo il 2,7% oggi sono il 15,6%, mentre sono in aumento, sebbene in misura meno eclatante, anche coloro che ridimensionano la portata della Shoah dall’11,1% al 16,1%”. (…) Prosegue il Rapporto: “Secondo la maggioranza degli italiani, recenti episodi di antisemitismo sono casi isolati, che non sono indice di un reale problema di antisemitismo nel nostro Paese (61,7%). Per meno della metà del campione (47,5%) gli atti di antisemitismo avvenuti anche in Italia sono il segnale di una pericolosa recrudescenza del fenomeno. Per il 37,2%, invece, sono bravate messe in atto per provocazione o per scherzo”.

 Le firme sono state consegnate e ora bisognerà seguirne l’iter, ben coscienti che una legge non modifica una mentalità e che una legge va applicata. E non a caso l’iniziativa parte da Stazzema, nel cui territorio a Sant’Anna tra il 12 e il 13 agosto 1944 vennero massacrate 560 persone, principalmente donne e bambini, da reparti delle SS e reparti fascisti della RSI.