La settimana scorsa parlavamo di Intelligenza Artificiale (AI) ed ho spiegato per sommi capi quali sono le principali tecniche utilizzate… Ma utilizzate per fare cosa?!

Be: certo per fare un sacco di cose, ogni giorno leggiamo di nuove applicazioni dell’AI nei campi più svariati: dall’astrofisica allo studio di materiali innovativi, alla… Previsione del comportamento umano. Eh già: questo è il settore che vede il grosso degli investimenti finanziari, e conseguentemente degli sforzi di ricerca, grazie soprattutto all’impegno diretto dei giganti del marketing digitale: GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft ormai citate come un’unica entità).

Cerchiamo di capire cosa se ne fanno iniziando da un termine in qualche modo classico – e spesso usato (in tutt’altri ambiti) con una connotazione negativa: le raccomandazioni.

In termini tecnici – mi riferisco al marketing digitale – la raccomandazione è quel meccanismo per cui analizzato il comportamento di un cliente (o potenziale cliente) cerco di presentargli delle proposte che lo inducano all’acquisto: che lo convincano a comprare se sta solo curiosando, oppure che lo inducano a comprare altro se ha già fatto un acquisto.

Certo non si tratta di meccanismi del tutto nuovi: fateci caso a cosa trovate sulle casse dei supermercati. Prodotti generalmente a basso prezzo destinati a risvegliare quella voglia che tanto posso togliermi senza spendere molto aggiungendolo alla spesa già fatta: un dolcetto, le caramelle o le gomme, piccoli sacchetti di frutta secca, qualche oggettino sfizioso… Cose così: spesso destinate ad invogliare i bambini che aspettano in coda con i genitori. Si chiama merchandising (https://it.wikipedia.org/wiki/Merchandising).

Quello che è nuovo è la capacità di sistemi di AI di considerare in tempi rapidissimi tutte le informazioni disponibili su quello specifico utente (e nelle puntate precedenti abbiamo potuto farci un’idea di quante fossero!) e confrontare il suo profilo con quello di innumerevoli altri, per cercare di prevedere cosa potrà interessargli.

A tutti ormai è capitato di sperimentare la fatidica frase “Utenti che hanno acquistato XY hanno dimostrato interessa anche per WZ” con una lista di ulteriori opzioni che possono essere libri, abiti, video, brani musicali o l’oggettistica più varia.

Vi è mai capitato di trovare in queste liste qualcosa che vi interessa? Sappiate che è sempre più probabile che ciò accada: a mano a mano che chi pilota l’acquisto impara a conoscervi ed accumula dati sul comportamento generale delle persone, o meglio che le sue Intelligenze Artificiali imparano!

Sul momento le raccomandazioni in ambito di vendite non sono ancora sviluppatissime (ci stanno lavorando sempre di più: statene certi), fanno molto meglio quelle dei social media: avete presente quando il vostro social preferito vi suggerisce le pagine, gli argomenti a cui potreste essere interessati oppure le persone che potreste conoscere?! Ecco: se volete capire come lavorano, come intendono sviluppare queste capacità e capite l’inglese, provate a farvi un giro qui https://ai.facebook.com/

Nelle prossime puntate cercherò di approfondire l’argomento e combinare anche gli sviluppi del cosiddetto Neural Marketing: lo studio delle reazioni del cervello umano agli stimoli che, combinato con la capacità di apprendimento dei sistemi di AI può diventare un vero e proprio sistema di controllo sociale.

Ricordate che la miglior difesa non sta nell’evitare il contatto (capiremo perché ormai è impossibile), ma nel conoscerne i meccanismi, perché la conoscenza è l’arma più potente che abbiamo, e la nostra ignoranza quella più potente che lasciamo a loro.

Francesco Valotto
Veneziano di nascita (nel ‘61 dell’altro secolo), moglianese d’adozione (da sempre: il ‘64 dell’altro secolo!), con una laurea in Psicologia ed una carriera al limite dell’informatica, mi dedico a talmente tante cose da non riuscire ad elencarle quando me le chiedono, sempre alla ricerca di cosa farò da grande.

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