27 October, 2021
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Ben detto Presidente, però…

Conferenza stampa del Presidente Draghi dopo lo sgarbo del presidente turco Erdogan nei confronti della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen,presente il presidente del consiglio europeo Charles Michel, che

Conferenza stampa del Presidente Draghi dopo lo sgarbo del presidente turco Erdogan nei confronti della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen,presente il presidente del consiglio europeo Charles Michel, che si è  ben guardato dall’intervenire, giusticando il suo silenzio, con la preoccupazione di evitare un incidente diplomatico. Evidentemente lei non ha avuto questa preoccupazione, pur essendo consapevole che Ankara non avrebbe posto l’altra guancia e ci sarebbe stato l’incidente diplomatico: convocazione dell’ambasciatore italiano ad Ankara, definizione di Draghi come un “gran maleducato”, presidente “nominato” e non eletto. Ma cosa ha detto Draghi: Non condivido il comportamento del Presidente Erdogan nei confronti della Presidente von der Leyen, mi è dispiaciuto moltissimo per l’umiliazione che ha dovuto subire. … Con questi, chiamamoli per quello che sono (ndr il grassetto è dello scrivente), dittatori devi essere franco nell’esprimere la diversità di visione e pronto a cooperare per assicurare gli interessi del proprio Paese. E qui sta il punto: con i vari Erdogan del pianeta bisogna cooperare e su questo punto l’Europa non ha tutte le carte in regola. L’Europa paga regolarmente la Turchia perché questa impedisca ai profughi di proseguire per la via balcanica il loro avvicinamento all’Europa. La Turchia si distingue nella repressione del popolo kurdo, le cui milizie sono state indispensabili pe sconfiggere in Siria le forze del Daesh (Stato Islamico) e per tutto ringraziamento bombardate dall’esercito turco. Presidente Draghi sarebbe stto meglio se avesse concluso dicendo che ai principi corrispondono anche le azioni. ma non si può pretendere tutto:la Turchia resta un paese alleato, (fa parte della Nato) e l’Italia è uno dei suoi principali fornitori di armamenti. Accontentiamoci di chiamare le cose con il loro nome (dittatore), ma restiamo delusi del trionfo della cinica realpolitik, di cui spesso Ankara si è fatta scudo negli ultimi decenni.

Ps presidente Charles Michel cerchi di mantenere la schiena dirita di fronte al presidente turco e faccia capire che anche lei ha una visione diversa da Erdogan.