La settimana che precede i festeggiamenti di Ognissanti e Halloween regala clamorosi ribaltoni nelle classifiche editoriali italiane. Tra volumi per l’infanzia a tema, saggi di peso firmati da grandi firme del giornalismo e ritorni d’autore, a trionfare è la leggerezza ironica di un piccolo roditore in crisi.
A conquistare la vetta della classifica, complice l’atmosfera stregata di fine ottobre, è “Il ladro di zucche” (Emme Edizioni), scritto da Alice Hemming e illustrato da Nicola Slater. Il libro fa parte di una fortunata e amatissima serie che ha per protagonista un simpatico scoiattolo perennemente in ansia, affiancato dall’inseparabile Uccellino, alle prese con misteri boschivi (dopo aver svelato i furti di foglie, neve, fiori e sole). Un successo inaspettato che spodesta i colossi della saggistica.
Medaglia d’argento per un gradito e dibattuto ritorno: Massimo D’Alema con “Eravamo comunisti” (Feltrinelli). Un’opera che scava nelle radici della sinistra italiana, ripercorrendo la storia del Novecento, le sezioni, le lotte operaie e la parabola del Partito Comunista Italiano attraverso lo sguardo intimo e politico di uno dei suoi massimi protagonisti storici.
Sul gradino più basso del podio, dopo appena una settimana di stop, tornano a farsi sentire Corrado e Natalia Augias con “L’uomo che inventò la politica. Inchiesta su Machiavelli” (Einaudi). Padre e figlia firmano un dialogo generazionale che usa il pensiero di Niccolò Machiavelli come chiave di lettura per decodificare le grandi crisi del presente, dalla fragilità dell’Europa ai nuovi venti di guerra.
Fuori dal podio, in quarta posizione, un altro imperdibile appuntamento con il giornalismo d’inchiesta: “La resa dei conti. Inchiesta sull’Italia dei potenti e degli imbrogli contro la forza degli onesti” (Fuoriscena), scritto a quattro mani da Milena Gabanelli e Simona Ravizza. Un’analisi impietosa sui meccanismi contorti di un’Italia dove la furbizia dei poteri forti continua a gravare sulle spalle dei cittadini onesti.
Stabile in quinta posizione resiste il fantasy, genere che continua a fidelizzare legioni di lettori grazie a titoli cult come “Una corte di armonia infranta” di Sarah J. Maas, mentre la metà classifica accoglie le novità calde di stampa di due amati romanzieri italiani: il poliziesco “Il bufalo e Sammarzano” di Maurizio De Giovanni e la nuova prova d’autore di Gianrico Carofiglio, “La confessione di Elsa”.
Scivolano leggermente le posizioni di vertice delle scorse settimane: Milena Palminteri si attesta all’ottavo posto che precede Antonio Scurati con le sue “Storie di donne e uomini in lotta per la democrazia”. Chiude la top ten, in decima posizione, Federico Rampini, a conferma di una settimana in cui il pubblico ha premiato in modo eterogeneo la saggistica d’attualità e la narrazione d’evasione.
CLASSIFICA DEI PRIMI 10 LIBRI VENDUTI IN SETTIMANA
- IL LADRO DI ZUCCHE – HEMMING-SLATER ed. EMME EDIZIONI
- ERAVAMO COMUNISTI – MASSIMO D’ALEMA ed. FELTRINELLI
- L’UOMO CHE INVENTÓ LA POLITICA – CORRADO E NATALIA AUGIAS ed. EINAUDI
- LA RESA DEI CONTI – GABANELLI / RAVIZZA ed. FUORI SCENA
- UNA CORTE DI ARMONIA INFRANTA – SARAH J. MAAS ed. MONDADORI
- IL BUFALO E SAMMARZANO – MAURIZIO DE GIOVANNI ed. RIZZOLI
- LA CONFESSIONE DI ELSA – GIANRICO CAROFIGLIO ed. EINAUDI
- LE ALI IN UNA STANZA – MILENA PALMINTERI ed. BOMPIANI
- STORIE DI DONNE E UOMINI IN LOTTA PER LA DEMOCRAZIA – ANTONIO SCURATI ed. FELTRINELLI
- ARGENTO VIVO – FEDERICO RAMPINI ed. MONDADORI
ERAVAMO COMUNISTI

È un libro autobiografico in cui l’autore ripercorre la propria vita e la storia del P.C.I. intrecciando i ricordi personali alle vicende politiche dell’Italia del Novecento.
Nato a Roma, figlio di un comunista militante, narra le sue origini familiari, episodi della sua infanzia e dell’adolescenza fino agli anni del liceo in cui compaiono i primi amori, le amicizie, le letture e il divampare della sua passione politica. L’arrivo alla Normale di Pisa lo vede coinvolto in prima persona nel movimento del ’68 che mette in discussione l’intera società dal mondo dell’istruzione, alla politica, alla cultura, al modo di vita che è destinato a cambiare definitivamente. Tra i vari politici con cui viene in contatto in quel periodo, ha un posto rilevante Enrico Berlinguer, promotore del “compromesso storico”, al quale Massimo D’Alema resterà legato da un’amicizia profonda fino alla drammatica e improvvisa morte del leader. Vengono ricordati gli anni bui del rapimento di Moro, del terrorismo e di tutte quelle piccole e grandi trasformazioni del partito, trasformazioni che poi hanno determinato la sua fine. A questo riguardo l’autore riflette sulle divisioni, sulle scelte, sulle speranze disattese e sulle delusioni che hanno inevitabilmente segnato la sinistra italiana.
Questo libro, che è anche il racconto di una generazione ricca di ideali, che credeva nella politica intesa come passione, impegno, forza motrice di un cambiamento nella società, è molto interessante sia per chi vuole conoscere meglio la storia della politica italiana, sia per chi ha vissuto quegli anni e desidera riscoprirli attraverso gli occhi di uno dei suoi protagonisti.
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