giovedì, 29 Ottobre 2026
Home Cultura A Mogliano Veneto la grande tradizione tra canzoni da Battello e il...

A Mogliano Veneto la grande tradizione tra canzoni da Battello e il Barocco di Vivaldi

Venerdì 30 ottobre l’Ensemble ARTmusE propone un viaggio nella memoria musicale della Serenissima, dalle arie popolari amate da Rousseau al virtuosismo barocco di Antonio Vivaldi.


Un tuffo nell’anima musicale della laguna per ritrovare l’identità e la bellezza di una tradizione senza tempo. Il concerto acustico organizzato dall’associazione Amici della Musica “Toti dal Monte” con il patrocinio della Città di Mogliano Veneto si preannuncia come uno degli appuntamenti culturali più suggestivi della stagione.

L’appuntamento è fissato per venerdì 30 ottobre 2026 alle ore 18:30 presso il Centro Anziani Circolo Ricreativo A.C.R.A. (in via C.A. Dalla Chiesa 1/b a Mogliano Veneto). L’ingresso è completamente libero.

L’evento offrirà un’esperienza intima e coinvolgente, snodandosi tra le melodie cadenzate dei gondolieri, le barcarole settecentesche e i capolavori strumentali del Barocco veneziano.

A dare forma a questo ricco programma saranno i musicisti dell’Ensemble ARTmusE:

  • Gloria Ferro (soprano) e Giuseppe Cabrio (baritono) per le parti vocali;
  • Ivano Zanenghi al liuto;
  • Giacomo Catana e Francesco Lovato ai violini;
  • Federico Toffano al violoncello;
  • Elvira Brusegan come voce recitante.

La scaletta ripercorrerà i brani che hanno fatto da colonna sonora alla Venezia del Settecento. Tra questi spicca l’iconica La biondina in gondoleta, composta nel 1788 dal musicista tedesco (ma veneziano d’adozione) Johann Simon Mayr su versi del poeta dialettale Anton Maria Lamberti. Dedicata alla nobildonna Marina Querini Benzon, la canzone divenne un successo europeo straordinario, ripresa in seguito da compositori come Ludwig van Beethoven e Reynaldo Hahn.

Il concerto esplorerà il florido fenomeno delle Canzoni da Battello, genere di grandissima moda nel tardo Settecento. Nato nelle notti in laguna sulle imbarcazioni dei nobili o cantato dai gondolieri durante i loro tragitti, questo repertorio conquistò l’Europa intera per la sua spontaneità armonica.

Tra i più grandi estimatori delle melodie veneziane vi fu il filosofo illuminista Jean-Jacques Rousseau. Durante il suo soggiorno a Venezia tra il 1743 e il 1744 come segretario dell’ambasciatore francese, Rousseau rimase affascinato dall’estetica della barcarola, che considerava la massima espressione di naturalezza, melodia e sentimento in campo musicale.

Nei suoi scritti (tra cui il Dictionnaire de musique), il filosofo spiegò il motivo della raffinatezza e dell’orecchio musicale dei gondolieri:

“Essi godevano dell’ingresso gratuito in tutti i teatri d’opera di Venezia. Ascoltando le arie dei grandi maestri della scuola italiana, affinavano il proprio gusto per poi riadattare quei temi con lo stile e l’accento unico della laguna.”

Rousseau contribuì attivamente alla diffusione di questo patrimonio pubblicando a Parigi nel 1753 una raccolta di Canzoni da battello e inserendo sue trascrizioni e composizioni ispirate al genere nella raccolta postuma Les Consolations des misères de ma vie.

La sezione strumentale del concerto sarà dedicata al genio di Antonio Vivaldi (1678-1741), del quale l’ensemble eseguirà il Concerto per liuto e la travolgente Sonata sopra “La Follia”.

Nata originariamente come una danza popolare frenetica e caotica nella Penisola Iberica (da cui il nome “follia”), nel Seicento si era trasformata in un raffinato schema armonico in Re minore su cui i compositori amavano improvvisare. Prima di Vivaldi, moltissimi autori si erano cimentati su questo tema, in particolare Arcangelo Corelli, la cui Follia (Op. 5 n. 12, pubblicata nel 1700) rappresentava il modello di riferimento assoluto e la vetta solenne della variazione violinistica in tutta Europa.

Nel 1705, il giovane “Prete Rosso” scelse di raccogliere idealmente questa sfida artistica chiudendo la sua primissima opera pubblicata (la Raccolta di Sonate a tre Op. 1) proprio con una Sonata sulla Follia nella stessa tonalità di Re minore utilizzata da Corelli.

Laddove la versione corelliana era nobile, bilanciata e solenne, quella vivaldiana risponde con un’energia teatrale, dinamica e virtuosistica. Composta da un tema seguito da 19 variazioni che si susseguono senza interruzione, la sonata gestisce la tensione ritmica in un crescendo continuo che culmina in un finale mozzafiato, anticipando la tensione ritmica che avrebbe poi reso celebri Le quattro stagioni.


Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a 
iscriverti alla newsletter cliccando qui

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here