Martedì 3 novembre alle ore 20.45 presso l’Auditorium G. Venturini (ex Centro Sociale) a Mogliano Veneto secondo appuntamento della rassegna “GEOSTORIE 2026” promossa dall’associazione OMEGA aps. Ahmad Rafat, giornalista e analista italo-iraniano, analizzerà, dialogando con Daniele Ceschin, le sfide del Medio Oriente tra fallimenti occidentali e la lotta per la libertà.
Parlare di Iran, oggi, significa prima di tutto confrontarsi con una domanda scomoda ma ineludibile: è davvero possibile esportare la democrazia attraverso la guerra?
Attorno a questo interrogativo centrale si svilupperà il secondo appuntamento della rassegna GEOSTORIE 2026, organizzata a Mogliano Veneto dall’associazione OMEGA aps. Protagonista della serata di martedì 3 novembre sarà Ahmad Rafat, giornalista, saggista e acuto osservatore delle dinamiche geopolitiche mediorientali.
I recenti decenni di storia contemporanea offrono un quadro chiaro e spesso drammatico. I tentativi dell’Occidente di imporre o esportare modelli democratici mediante interventi militari si sono rivelati fallimentari: casi come la Libia, l’Iraq, l’Afghanistan o, risalendo più indietro nel tempo, la Somalia, dimostrano che la forza delle armi non genera democrazia. Al contrario, il crollo degli equilibri ha spesso aperto la strada al moltiplicarsi dei fanatismi e all’aggravarsi delle sofferenze per le popolazioni civili.
Tuttavia, evidenziare il fallimento delle “vecchie ricette” militari non equivale a volgere lo sguardo altrove. Resta ferma e intransigente la necessità di condannare il regime teocratico e totalitario al potere a Teheran, così come qualsiasi Stato che fondi la propria sovranità sull’estremismo religioso o sulla discriminazione razziale. Liberare donne e uomini dall’oppressione rimane una priorità globale, ma richiede nuovi strumenti di analisi e un sostegno reale alle forze interne di cambiamento.
Ahmad Rafat è nato a Teheran nel 1951 da padre iraniano e madre italiana, Ahmad Rafat incarna un ponte culturale e professionale tra l’Occidente e il Medio Oriente.
Dopo le scuole superiori a Teheran, si trasferisce in Italia dove studia Scienze Politiche all’Università di Perugia, conseguendo successivamente un master in Psicologia dei Mezzi di Comunicazione a Francoforte. Inizia la carriera giornalistica nel 1977 al Quotidiano dei Lavoratori, proseguendo poi come freelance per testate italiane, spagnole e svizzere.
Dal 1982 al 2003 è stato responsabile dell’Ufficio per il Medio Oriente e i Balcani del settimanale spagnolo Tiempo. In quegli anni avvia una lunga collaborazione con i programmi in lingua farsi di emittenti di rilievo globale come BBC World, Deutsche Welle, Radio Farda e World News Link.
Nel 2004 entra nell’agenzia Adnkronos International (AKI), assumendone la vicedirezione nel 2008. Autore dei volumi L’Ultima Primavera e Iran la Rivoluzione On-Line, nel 2009 ha realizzato il documentario I Figli Divorati dalla Rivoluzione Khomeinista. Il suo impegno d’inchiesta gli è valso prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Premio Ilaria Alpi (2008) e il Premio Giuntella (2009).
L’incontro del 3 novembre rappresenta un’occasione preziosa per la cittadinanza di Mogliano Veneto per approfondire con uno dei massimi esperti del settore la complessa realtà iraniana e le prospettive di pace e libertà nell’area.
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