sabato, 24 Ottobre 2026
Home Eventi Il 9 settembre: oltre 200 organizzazioni in piazza contro la “norma-bavaglio”

Il 9 settembre: oltre 200 organizzazioni in piazza contro la “norma-bavaglio”

Mercoledì 9 settembre numerose realtà daranno vita a una mobilitazione nazionale contro l’approvazione del cosiddetto “Ddl Antisemitismo”. Molte le adesioni anche nel Veneto.


A partire dalle ore 13:00, in occasione dell’avvio della discussione del provvedimento in Commissione Affari Costituzionali alla Camera, il dissenso politico e civile scenderà in piazza con un’azione coordinata su scala nazionale.

Il punto centrale della protesta sarà a Roma, davanti a Montecitorio in Piazza Capranica, ma l’onda della mobilitazione contagerà decine di città lungo tutta la Penisola.

A promuovere l’appello è un’ampia coalizione di oltre 200 organizzazioni: dal mondo dell’informazione ai sindacati, dai movimenti per la Palestina alle varie comunità religiose, dalle reti per la pace fino alle rappresentanze di scuola e università, associazioni per i diritti dei migranti e collettivi artistici.

In prima linea c’è anche la regione Veneto, dove le adesioni alla giornata di protesta continuano a crescere. Ai capoluoghi come Venezia, Vicenza, Rovigo, Verona e Treviso si affiancano numerosi altri centri del territorio, tra cui Feltre, Vittorio Veneto, San Donà di Piave, Marcon, Bassano del Grappa e Mogliano Veneto. Una lista in costante aggiornamento che testimonia quanto il provvedimento stia allarmando in modo trasversale i cittadini.

La mobilitazione punta il dito contro il rischio di una progressiva criminalizzazione della solidarietà verso il popolo palestinese, paventando un clima di “autocensura” che potrebbe estendersi ben oltre le piazze, colpendo il mondo della ricerca, delle università e dell’informazione.

Nelle piazze italiane la manifestazione vedrà un momento dal forte impatto simbolico per dire “no” alla potenziale svolta liberticida. I partecipanti scenderanno in strada con la bocca simbolicamente tappata da un bavaglio, un nastro o un post-it, osservando un periodo di rigoroso silenzio per rappresentare il clima di censura e autocensura prefigurato dalla legge. Subito dopo, il silenzio verrà spezzato da un boato collettivo prodotto con pentole, fischietti, tamburi e megafoni, a simboleggiare che la voce del dissenso non può essere zittita. A seguire, si darà spazio a interventi, letture e testimonianze.

Al centro delle critiche c’è l’intenzione di introdurre nella legislazione italiana la definizione di antisemitismo elaborata dalla International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA).

I promotori sottolineano che il testo del provvedimento tende ad equiparare le critiche alle politiche dello Stato di Israele al razzismo antisemita. Se il testo, già approvato al Senato anche con i voti di parte dell’opposizione, venisse convertito in legge, l’Italia diventerebbe uno dei primi Paesi ad assumere interamente la definizione IHRA con una norma statale vincolante che diverrebbe un potenziale strumento di repressione legale.

«Riteniamo inaccettabile che la denuncia dell’occupazione, dell’apartheid, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio possa essere equiparata all’antisemitismo», spiegano le organizzazioni firmatarie. «Criticare Israele non è antisemitismo, ma un diritto costituzionale che va salvaguardato per il bene della nostra democrazia. Gli strumenti per punire i crimini d’odio esistono già, non servono ulteriori norme liberticide».

«La solidarietà non è un crimine, il dissenso non è antisemitismo e la critica a uno Stato non può essere messa a tacere per legge», concludono i promotori, invitando tutta la cittadinanza a far sentire la propria voce.

A Mogliano Veneto l’appello alla partecipazione da parte Associazioni è per Mercoledì 9 settembre alle Ore 18:30 in Piazza dei Caduti

Skip to PDF content

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here