Un ricordo di Lucio

È morto Lucio Carraro uomo di sinistra, scrittore, instancabile curioso della vita.

Fu anche Amministratore pubblico a Mogliano Veneto.

Lucio rappresenta una figura particolare che va ricordata.

Gentile e disponibile certo, come molti ricordano.

Interprete della cultura locale cui ha donato dignità, interessato alla vita delle persone e alle idee che esprimevano.

Lucio Carraro è per me un modo per leggere la società veneta.

Così forte nella dimensione individuale e nello stesso tempo così attenta ad un mondo associativo diffuso e capillare.

Così pronta alla solidarietà disponibile e spesso così incapace di trasformare in politica viva e attiva il proprio essere.

E su questo Lucio maturava spesso il suo cruccio, le sue riserve.

Cogliendo il limite che la politica esprimeva ma nello stesso tempo cercando sempre di non lasciarla sola, abbandonata da chi poteva e doveva dialogarci.

Il “locale” in Lucio era forte, dominante nei suoi mille significati, qualificato nelle sue espressioni, necessario per poter sperare nel futuro.

Ci lascia interdetti, con la sensazione di non esserci detti tutto, con il dubbio che quel che abbiamo visto sia stato troppo poco.

Ed allora sopravviene il ricordo, il suo viso segnato ma sereno, i suoi occhi incapaci di rinunciare a guardare.

Ciao Lucio

Maurizio Cecconi
Veneziano, funzionario del PCI per 20 anni tra il 1969 ed il 1990. Assessore al Comune di Venezia per quasi 10 anni è poi divenuto imprenditore della Cultura ed è oggi consulente della Società che ha fondato: Villaggio Globale International. È anche Segretario Generale di Ermitage Italia.

1 COMMENT

  1. Dopo il mezzo secolo passato da quando avevo lasciato Mogliano e i compagni, ho rivisto Lucio qualche mese fa mentre presentava l’autobiografia di Cesare nella sala consigliare di Mogliano. L’avevo contattato via telefono qualche rara volta l’anno prima, ma nessuno mi aveva mai avvertito che la malattia lo avesse così debilitato. Lo ricordavo pieno di vita, di iniziativa, di slancio e solo nei suoi occhi ritrovavo ora quel fuoco, quella vitalità. Mi colpì molto ritrovarlo emaciato e in carrozzela. La voce in precedenza non aveva lasciato trasparire nulla delle condizioni fisiche. Nelle poche parole scambiate di persona mi aveva informato che avrebbe dovuto fare dei controlli, e dopo mi avrebbe chiamato lui. Sperava di migliorare, anche se non guarire. Volevamo mettere a punto qualche iniziativa assieme. La notizia della sua morte mi addolora.

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