«Ebreo di m… devi morire nel forno». È accaduto a Venturina frazione di Campiglia Marittima, località in provincia di Livorno. Un ragazzo di dodici anni è stato aggredito e picchiato da due quasi coetanee .

Il rabbino capo di Firenze ha affermato che il fatto testimonia la necessità del Giorno della Memoria e si interroga e interroga su come atteggiamenti razzisti radicati tanto da degenerare in violenza, possano coinvolgere ragazze così giovani e su quali ne siano le cause.

Dal 2000, anno in cui venne approvata la legge che istituisce in Italia il 27 gennaio Giorno della Memoria, moltissime sono state le iniziative organizzate sia a livello istituzionale sia nelle scuole, ma evidentemente non sembrano sufficienti a porre fine all’odio razziale.

L’osservatorio antisemitismo del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea,  il cui obiettivo è quello di accrescere la sensibilità verso il pregiudizio antiebraico e di educare al rispetto della diversità, registra quotidianamente segnali di antisemitismo sia nella società sia sui media. Le testimonianze sono inquietanti e dimostrano l’importanza di “fare storia”. Fondamentale è fornire alle giovani generazioni gli elementi necessari per conoscere ed indagare la realtà, non solo occasionalmente, il 27 gennaio, ma attraverso un percorso pluridisciplinare che duri nel tempo e che metta in luce come e per quali cause in Italia e in Germania si siano instaurati il fascismo e il nazismo e del perché l’odio e la persecuzione nei confronti degli ebrei e dei non conformi alla ideologia dominante, sia stato il tratto distintivo di entrambe le dittature. Conoscere quali siano state le responsabilità politiche ed individuali che hanno consentito il perdurare dell’oppressione e la cancellazione dei diritti a tutti i livelli può aiutare a illuminare il presente e, forse, a sconfiggere l’odio, l’indifferenza, il sottrarsi ad ogni responsabilità di fronte a politiche che incitino all’intolleranza.

Un’altra modalità potrebbe essere quella di indagare anche su come ci si possa porre in relazione con chi è diverso fin dall’inizio del percorso di studio e, a livello più ampio, promuovere momenti di riflessione collettiva su episodi di disprezzo, esclusione, sopruso, promuovendo la consapevolezza degli effetti sull’intera comunità, anche del gesto singolo. Mettendo in luce come, in generale, i regimi totalitari abbiano sempre avuto bisogno per affermarsi e consolidare il proprio potere, di un capro espiatorio.

Colpisce che a compiere il gesto siano due giovani donne, dato che la discriminazione di genere è tutt’ora presente nella cultura e nei comportamenti a tutti i livelli della società. Una brutalità che a Capodanno hanno subito le ragazze presenti in piazza Duomo a Milano, aggredite e stuprate. Quasi che quanto si subisce porti a perpetuare nei confronti dell’altro ciò di cui si è oggetto. Una mancanza di rispetto per sé stesse e per gli altri, di consapevolezza, che ha origini lontane.

Il clima non aiuta certo. Numerosi sono gli episodi in cui appartenenti a formazioni di destra che si ispirano all’ideologia del ventennio, hanno pesantemente aggredito ebrei, persone di etnia diversa, omosessuali, transgender. L’applauso che ha salutato l’interruzione dell’iter parlamentare del disegno di legge Zan, “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità” dimostra che una schiera di parlamentari si oppone ad una apertura culturale, politica, legislativa, che rispetti ogni differenza.

Ricordiamo le parole del Presidente Mattarella “La Costituzione Repubblicana, nata dalla Resistenza, ha cancellato le ignominie della dittatura.  Ma non intende dimenticarle.  Non vanno dimenticate. Per questa ragione la memoria è un fondamento della Repubblica che si basa sui principi di uguaglianza, di libertà, di dignità umana, con il riconoscimento, pieno e inalienabile, dei diritti universali dell’uomo, di ciascuna persona. Contro la barbarie dell’arbitrio, della violenza, della sopraffazione. La memoria … è una passione autentica per tutto quello che concerne la pace, la fratellanza, l’amicizia tra i popoli, il diritto, il dialogo, l’eguaglianza, la libertà, la democrazia”  dal discorso pronunciato dal presidente Mattarella Palazzo del Quirinale, 27/01/2021.

 

Emanuela Niero
Sono nata sotto il segno dei Pesci, mi piace guizzare. Sono femminista, faccio parte del gruppo l’8sempre donne Mogliano, sono partigiana, ho fatto parte del direttivo ANPI di Mogliano Veneto, mi piace leggere per me e per bambine bambini adulti con le lettrici di “Quante storie!”. Lo yoga mi accompagna molti anni.