sabato, 10 Ottobre 2026
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Venezia 83: Il Premio Speciale della Giuria va a “NAZA”. Il documentario che svela l’ingranaggio della guerra a Gaza

Un’opera cupa, essenziale e politicamente dirompente conquista il Lido di Venezia. Alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, la giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal ha assegnato il Premio Speciale della Giuria a “NAZA”, documentario di 80 minuti firmato dai registi e giornalisti d’inchiesta israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor.

Già vincitori del premio Oscar per No Other Land, Abraham e Szor firmano con NAZA, acronimo militare israeliano da Nezek Agavi, traducibile come “danno collaterale”, l’opera più breve e al contempo più sconvolgente del concorso principale.

Prodotto in collaborazione con The Guardian e da James Wilson, con Jonathan Glazer in veste di produttore esecutivo, il film è il risultato di anni di indagini giornalistiche congiunte.

Girato interamente di notte sui tetti dei grattacieli di Tel Aviv, NAZA raccoglie le sconvolgenti confessioni di ufficiali dell’intelligence e soldati dell’IDF (l’esercito israeliano). Con volti ed elementi vocali alterati digitalmente per ragioni di sicurezza, le sagome degli intervistati si stagliano nell’oscurità contro lo skyline di una città luminosa che continua la sua vita normale, ignara o indifferente.

Dalle testimonianze emerge una radiografia dettagliata della catena di comando e dei meccanismi burocratico-tecnologici che calcolano a tavolino la quota “accettabile” di vittime civili per ogni attacco aereo.

I testimoni intervistati si dividono tra chi manifesta pentimento e chi rivendica il compimento del proprio dovere militare. Attraverso le loro parole emerge la mappa astratta e computerizzata di Gaza. L’inchiesta porta a galla l’uso di intelligenze artificiali per la scelta dei target e la freddezza burocratica di chi decide la morte a distanza tramite uno schermo, l’uso di algoritmi e sistemi di tracciamento automatico per l’individuazione dei bersagli, il distacco emotivo favorito dall’interfaccia digitale, dove la distruzione di intere strutture residenziali si riduce a un clic su uno schermo.

L’assegnazione del Premio Speciale della Giuria a NAZA conferma l’attenzione di Venezia verso le ferite del Medio Oriente e il cinema di denuncia, proseguendo un solco già tracciato nelle edizioni recenti: La voce di Hind Rajab (2025), Diretto da Kaouther Ben Hania e anch’esso co-prodotto da James Wilson, il film aveva conquistato il Leone d’Argento Gran Premio della Giuria toccando la vertigine del conflitto a Gaza; No Other Land (2024), Il precedente lavoro di Abraham e Szor che denunciava la distruzione dei villaggi in West Bank, poi premiato agli Oscar e Sacro GRA (2013), Il Leone d’Oro assegnato a Gianfranco Rosi, storico precedente che ha sdoganato la potenza del linguaggio documentaristico nel concorso principale della Mostra.

Con NAZA, il cinema documentario dimostra ancora una volta di non essere un semplice resoconto di fatti, ma uno strumento etico indispensabile per squarciare l’indifferenza e mostrare le strutture invisibili del potere e della guerra.

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