La Notizia: Non trova ancora soluzione il caso Electrolux, con i suoi 4.200 dipendenti sparsi in cinque stabilimenti – tra cui quello di Susegana – il cui destino è ancora incerto. Ciò che sta emergendo è una strategia volta a supportare una cessazione dell’azienda in un prossimo futuro. Il nome sul tavolo è quello della cinese Midea. Il tavolo di negoziato a Roma, segnato da diverse “azioni di rallentamento” lato datoriale, è ormai arrivato a causare non poco nervosismo tra le parti coinvolte. Tutto ciò nelle more dell’azione diplomatica dell’Unione Europea, troppo lenta e farraginosa per consentire di arginare in tempi utili la concorrenza asiatica che è tra le cause principali della crisi che Electrolux sta attraversando.
Il “Dezo Commento”:
“Se non puoi sconfiggerli unisciti a loro”, recita il proverbio. Si può discutere di scontro di culture e di modelli economici finché si vuole, ma questa storia dimostra che la Cina sta vincendo la guerra commerciale. Il fatto che un colosso cinese come Midea, privato ma sostenuto con ingenti sussidi governativi da Pechino, sia il potenziale acquirente degli stabilimenti Electrolux di cui è tra i principali concorrenti globali, indica chiaramente chi stia trionfando in questo scontro. Si potrebbe dire “va bene fintanto che i lavoratori non perdono il loro posto”, e umanamente sarebbe difficile pensare altrimenti. Ma il fenomeno a cui stiamo assistendo è molto più grande di una vertenza sindacale: è un graduale cambio al comando delle leve economiche mondiali, e il nostro Nord Est ne è pienamente coinvolto.


