Si fa fatica a commentare.
Già la destra era importante da tempo in Francia.
Poi in Italia.
E in Gran Bretagna.
Un misto di sovranismo, populismo e destra storica.
Ora e non da ora in Germania.
Dove fa più paura, dove appare più chiara, più esplicitamente anche un frutto antico.
Non solo la sinistra storica e socialista perde quasi ovunque ma si riduce drammaticamente a terzo o quarto partito.
E non la salvano verdi o sinistra pura.
Importanti come a Berlino ma fragili nel mondo complesso dei territori.
E così in Germania, come in Francia a Parigi e come in Gran Bretagna a Londra o in Italia a Roma e Milano la sinistra si rifugia in città, preoccupata dei quartieri popolari che la tradiscono a destra.
E in ciò si gemellano con i territori vasti che stanno soffrendo la crisi dello sviluppo, la mancanza di futuro palpabile, la debolezza di un continente “padrone” che vede la crisi dentro casa e si arrocca per conservare ciò che ha.
Non bastano ormai più i muri contro la destra.
Abbattuti da Berlusconi in Italia, sconfitti dalle necessità economiche e dalla debolezza della democrazia in Europa e messi in crisi dalle paure del tracollo dell’oggi e dal timore del futuro ovunque.
Chi si vuole rifugiare nel passato lo fa chiudendo gli occhi, cercando di non capire e di non vedere.
Ma si sveglia drammaticamente quando suonano le sirene naziste proprio in Germania.
Ed allora c’è una cosa che non può essere sottaciuta, che non si può non vedere.
Questa tragedia non avviene a caso.
Non c’è solo il destino o il ritorno inguardabile di tutto quello che avevamo seppellito.
C’è che non possiamo non riflettere su di noi e su quest’Europa.
Perché nulla avviene a caso e l’eterna mediazione con la destra che ha generato l’attuale Presidente della Commissione Europea sta fallendo.
Mettiamo insieme alcune semplici cose.
La crisi economica e di sviluppo che c’è ovunque e genera la fine delle aspettative di crescita personale e collettiva che si era stabilita nelle nostre menti.
La paura del futuro che genera disagi che giungono al razzismo coinvolgendo parti impensabili della popolazione e mondi fino ad oggi ospitali.
La guerra che ottiene solo una risposta e cioè il riarmo e che non vede e non sente rumori di pace non solo nella realtà ma nello stesso pensiero delle sinistre storiche europee.
La comunicazione sempre più frutto degli assetti dominanti e meno libera, incisiva, dissacrante.
Non è un caso che la voce forte sia quella del Papa discrasica rispetto ai mondi di chi governa.
E non è un bel segnale nella sua spirituale emarginazione.
Occorre affrontare la realtà, capire che tra i mondi che si rivolgono a destra e la sinistra europea non si è creato un distacco irraggiungibile, non si sono aperti burroni invalicabili.
Ci è dato un drammatico segnale.
E solo se vorremo affrontare le quattro grandi problematiche prima citate, solo se avremo il coraggio di lavorarci si potrà ricuperare.
E non sarà facile perché l’abbandono è materia spesso repentina mentre il ritrovarsi è sottoposto a prove, verifiche e al superamento della paura.



Questo mondo, ormai fossilizzato sull’ideale denaro, che apparentemente dovrebbe appartenere a quella che chiamavamo destra, si è talmente appiattito in basso, che anche la residua sinistra vive di slogan. E questo non aiuta a dare alla gente segnali che il mondo può cambiare. Per quello amplificherei in tutti i modi le parole di Papa Leone, che non sono solo di pace ma anche di fratellanza. Presupposto perché ci sia più uguaglianza e non prevaricazione.
A quanto pare anche in questo intervento manca la questione ambientale, non bisogna nominarla perchè alla gente non piace sentirsela ricordare; allo, per non disturbare, la sinistra si dimentica di essere una forza che dovrebbe pensare al futuro e non al passato.
La sinistra , il campo largo devono rispondere ai problemi che le persone pongono. La sicurezza legata o meno alla questione dell’immigrazione, la casa , il lavoro , la scuola, la sanità e l’ambiente.
I temi della fratellanza, della pace , i problemi delle guerre che ci sono le persone comuni non li sentono , sono lontani, le persone vogliono vivere il loro presente e sono preoccupate per il futuro dei loro figli. Se non torniamo ad occuparci dei problemi del popolo continueremo a perdere consensi. Anche a Venezia le persone di sinistra sono viste dalla maggioranza dei giovani come dei radical chic inutili. Dei figli di papa’ super garantiti che non lavorano e a 60 anni si comportano ancora come degli adolescenti. Ripeto, secondo me bisogna tornare a parlare con la gente dei loro problemi e dare loro soluzioni pratiche, non ideologiche.