Nei prossimi giorni il nostro Governo spedirà a Bruxelles l’ipotesi di applicazione del regolamento europeo, approvato ad agosto 2024, sul territorio nazionale. Varato come Nature Restoration Law e tradotto da noi come Piano Nazionale di Ripristino (della Natura).
Solo da aprile di quest’anno l’Italia, intendo i nostri ministri, si è svegliata e ha chiesto agli italiani, senza per altro informarli, che proposte avevano per adottare questa fondamentale norma che si propone, tra le altre cose, di recuperare i territori degradati, di rinaturalizzare25.000 km di fiumi, la salvaguardia del verde urbano fotografato nel 2024 e la sua inderogabile espansione da verificare nel 2030. Mi sono limitato a ricordare solo alcuni dei punti decisivi.
Bene, noi come piccola associazione locale “Comitato a difesa delle ex cave di Marocco”, fin dall’inizio abbiamo seguito le sorti di questo Regolamento, abbiamo fornito alla cittadinanza notizie del medesimo invitando il responsabile nazionale di ISPRA sul tema consumo di territorio a tenere una conferenza, presente in sala il Sindaco, per informarci di come ci si stava muovendo a livello nazionale.
Col passare dei mesi, visto che stampa e media in generale non ne parlavano, che le forze politiche nazionali e regionali sembravano non tenerne conto, abbiamo capito che da noi di RIPRISTINO DELLA NATURA è bene non informare né discutere.
Da ultimo i rappresentanti nazionale dei Comuni ANCI e dei costruttori edili ANCE, hanno preso posizione invitando il Governo a modificare le norme più impattanti, per esempio proprio quella definita dall’art. 8 che dichiara che non un solo metro quadro di verde urbano doveva andare in diminuzione rispetto a quello fotografato dai satelliti ad agosto 2024!
Fatto sta che a Mogliano, come ovunque, si è continuato a costruire e a occupare suolo come non ci fosse un domani.
Una delle tante constatazioni che per noi italiani questa fondamentale norma europea non esiste, mi è balzata agli occhi in questi giorni guardando la pubblicità che inneggia a un ulteriore consumo di suolo in un comune limitrofo, pura sfacciataggine dovuta, temo, al fatto che amministrazione locale e costruttore poco sanno del PNR.
La settimana scorsa il Presidente della Regione Veneto ha dovuto ammettere che la legge emanata nel 2017 per bloccare il consumo di suolo, nei fatti, è fallita. Dovranno vararne un’altra.
Ora sarebbe bene che i cittadini di Mogliano Veneto sapessero che le norme europee, e non sono poche, a cui l’Italia ha deciso di non dare seguito o di applicarle in ritardo, ci costano milioni di euro in multe.
Multe pagati coi soldi di tutti noi (intendo quelli che le tasse le pagano).
Se trovate qualche notizia in merito al PNR fatecelo sapere, credo dobbiate cercarle col lanternino.


