mercoledì, 16 Settembre 2026
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Lucio Carraro: L’odore del tempo e il dono della parola

Ci sono vite che non si limitano ad attraversare un territorio, ma lo fecondano con discrezione e tenacia, lasciando tracce così profonde da diventarne parte integrante dell’identità stessa. Lucio Carraro cittadino illustre di Mogliano Veneto, è stato esattamente questo: un seminatore di storie, un custode appassionato della memoria locale e un instancabile costruttore di ponti umani e culturali. Ripercorrere la sua figura significa compiere un viaggio toccante tra aule scolastiche, piazze civiche, redazioni e cattedre della terra, con un’unica e incrollabile bussola: l’amore per la propria comunità e per le cose autentiche della vita.

Per oltre quarant’anni, Lucio Carraro è stato una colonna portante della scuola elementare “Giosuè Carducci” di Treviso. Intere generazioni di bambini hanno imparato da lui non soltanto a leggere e a scrivere, ma a guardare il mondo con curiosità, empatia e rispetto. Per Lucio l’insegnamento non è mai stato un semplice mestiere, bensì una vera e propria missione educativa.

Questa stessa straordinaria sensibilità si è riversata nella sua attività di copywriter (iniziata nel 1982) e nella sua produzione letteraria. Nei suoi libri, tra cui spicca l’intimo volume L’odore del tempo. Lucio ha saputo cantare con eleganza la “periferia dei sentimenti” e i paesaggi veneti, fissando sulla carta la nostalgia per un mondo che cambia, ma di cui è necessario preservare le radici emotive e storiche.

Il profondo legame viscerale di Lucio con la terra e la sua innata vocazione alla convivialità lo portarono a incrociare la strada di Carlo Petrini e Gino Bortoletto del movimento Slow Food.

Abbracciò con entusiasmo la filosofia del buono, pulito e giusto, diventando uno dei punti di riferimento del movimento nel territorio trevigiano. Per lui, la vicinanza a Slow Food non era soltanto una scelta gastronomica, ma una vera e propria visione politica e sociale: valorizzare i piccoli produttori locali, difendere la biodiversità del paesaggio veneto e contrastare la frenesia della modernità riscoprendo il valore del tempo e dell’incontro attorno a una tavola. Un impegno che portava avanti con lo stesso sorriso accogliente con cui parlava ai suoi studenti.

Lucio non è mai stato un osservatore passivo. Il suo amore per Mogliano Veneto si è tradotto in un impegno politico e civile vissuto sempre con rigore, passione e spirito di servizio:

Tra gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, il suo vivo interesse per il bene pubblico lo portò a mettersi in prima persona al servizio della comunità, ricoprendo i ruoli di consigliere comunale e poi assessore alla Cultura, Pubblica Istruzione e Commercio a Mogliano Veneto.

Negli ultimi anni ha confermato la sua inesauribile generosità associativa diventando socio fondatore dell’associazione OMEGA aps, una realtà nata per promuovere la cultura, la solidarietà e l’aggregazione sul territorio.

Con la profonda convinzione che una comunità priva di un’informazione libera e vicina alla gente sia una comunità più fragile, Lucio ha dedicato grandi energie al panorama editoriale del territorio: Ha contribuito in modo determinante alla nascita de “ILDIARIOonline”, scommettendo sulle potenzialità della rete per creare uno spazio di dibattito quotidiano, un’agorà virtuale ma caldissima per i cittadini della provincia, ed ha, successivamente, accettato la sfida di prendere le redini del mensile “L’ECO di Mogliano”.

Lucio Carraro lascia a Mogliano Veneto e a chiunque lo abbia conosciuto un vuoto immenso, ma anche una certezza: le sue parole, i suoi articoli, i suoi libri e il suo esempio continueranno a risuonare tra le vie della sua città e nelle pagine di chi non smetterà mai di amare questo territorio.

Proprio in occasione della presentazione del suo ultimo libro ha dedicato il suo ultimo caloroso abbraccio alla sua città: l’11 luglio c’è stata infatti la sua ultima apparizione pubblica a Mogliano Veneto, un momento speciale vissuto tra la stima e l’affetto sincero di concittadini, colleghi e amici.

«Insegnare, scrivere, amministrare, condividere il cibo e raccontare la propria terra sono declinazioni dello stesso verbo: prendersi cura.»

3 COMMENTS

  1. L’articolo esprime bene i contenuti culturali e sociali della vita del “maestro Lucio”, ed i suoi libri, articoli, conferenze sono testimonianza senza tempo della sua vita. Grazie Maestro Lucio!

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