mercoledì, 16 Settembre 2026
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1866-1878. Mogliano è bloccata nel passato

Una comunità in attesa di futuro

Assenteismo delle istituzioni, fame, malattie, emigrazione

Tra il 1866 e il 1878, Mogliano vive una delle stagioni più difficili della sua storia recente.

Il paese, ancora profondamente agricolo, appare immobile, privo di slancio, segnato da fragilità sociali e da un diffuso senso di abbandono.

Le istituzioni locali sono deboli, spesso assenti; la comunità fatica a trovare una direzione; la povertà è una presenza quotidiana.

Assenteismo delle istituzioni e disinteresse per la comunità

Dopo l’ingresso di Mogliano nel Regno d’Italia, le amministrazioni ancora filoaustriache, che si succedono in questi anni, non riescono a dare risposte.

La gestione pubblica è frammentata, incerta, talvolta indifferente.

La comunità percepisce chiaramente che lo Stato, nelle sue articolazioni locali, non è in grado di affrontare le emergenze del territorio.

Fame, malattie, emigrazione

La fame è una realtà diffusa.

Le malattie, in particolare la pellagra, colpiscono duramente le famiglie contadine.

L’emigrazione diventa una via di fuga: giovani e padri di famiglia lasciano Mogliano in cerca di lavoro, spesso senza ritorno.

Il paese sembra scivolare lentamente verso una crisi sociale che nessuno, fino a quel momento, ha la forza di contrastare.

La visione del governo centrale

In questo quadro, anche il governo nazionale appare distante.

Il presidente del Consiglio Agostino Depretis, esponente della Sinistra storica, sintetizza così la visione dello Stato di fronte alle crisi economiche:

“Le crisi economiche sono come i temporali, fenomeni naturali contro i quali l’unico rimedio possibile è quello di aprire l’ombrello e aspettare che passino.” 

È una frase che fotografa perfettamente il clima politico dell’epoca: un’Italia che spesso osserva, attende, spera che le difficoltà si risolvano da sole.

Ma Mogliano non può permettersi di aspettare.

Una comunità sospesa

Tra il 1866 e il 1878 il paese vive dunque in una condizione di sospensione: poche risorse, scarsi servizi, nessuna strategia di sviluppo, una popolazione che resiste più che vivere.

È in questo scenario che, nel 1878, emerge una figura destinata a cambiare radicalmente il corso della storia locale: Costante Gris.

Il suo arrivo segna l’inizio di una stagione nuova, fatta di interventi concreti, visione amministrativa e attenzione alla dignità delle persone.

Ma per comprendere la portata delle sue riforme, è necessario ricordare da dove Mogliano proveniva: da un tempo difficile, immobile, segnato da fragilità e da un profondo bisogno di futuro.


(tratto da “Il sindaco” di Ennio Tortato)

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