In tempi di relativismo culturale e, oserei dire, religioso, come quelli che stiamo vivendo, a correrci in aiuto ci pensa Alessandro Gnocchi, uno dei maggiori studiosi dell’opera di Giovannino Guareschi.
L’autore, classe 1959, lo fa attraverso l’analisi di alcuni brani scelti dalla saga di Mondo Piccolo, nel suo volume L’AVE MARIA DI DON CAMILLO – Il cammino cristiano nel Mondo Piccolo di Guareschi (2016, pag. 92, Fede e Cultura).
Gnocchi invita il lettore a confrontarsi con lo scrittore e giornalista emiliano, (ri)leggendo la Buona Novella alla luce degli insegnamenti di Papa San Pio X, e del suo Catechismo Maggiore redatto agli inizi del Novecento.
Scrive Gnocchi a pag.63: “La Verità non può mutare a seconda dei tempi. E le forme dell’annuncio non possono essere figlie delle mode.”
Per poi continuare: “(…) l’unica via al dialogo con il mondo contemporaneo (…) è quella di rafforzare l’identità cattolica.
Individuare e denunciare gli errori di un’epoca e di una cultura non significa chiudersi alla realtà. Piuttosto è l’unico modo di dimostrare sincera passione per l’uomo e il suo destino”.
Parlando poi del padre di Don Camillo e Peppone,Gnocchi scrive: “Preconciliare, tridentino, reazionario, In nessun altro modo potrebbe essere oggi definito uno scrittore che osa dire cose simili.
E, naturalmente, secondo la vulgata corrente non si tratta di complimenti.
Ma Guareschi si trovò benissimo in questa definizione per il semplice motivo che era aderente alla realtà.
Questo abito (…) era tagliato su misura per lui.
Nella quarta di copertina,leggiamo che “Le storie di Don Camillo sono diventate un classico della letteratura, e nel corso degli anni si sono mostrate un’inesauribile miniera di temi religiosi”.
Miniera alla quale Alessandro Gnocchi continuerà ad attingere come già fatto in occasione della pubblicazione di volumi quali Il Vangelo dei semplici (2005)[1], e Il Catechismo secondo Guareschi (2006).
Concludendo, tutti noi lettori di Giovannino,non possiamo che essere grati ad Alessanro Gnocchi, perché grazie ai suoi scritti ci sprona a non esitare nell’attraversare la porta pù stretta.
La porta più stretta che non faticheremo ad attraversare perché in compagnia dei personaggi di Mondo Piccolo, con Don Camillo, Peppone, ed il Cristo dell’altar maggiore in testa.
[1]scritto a quattro mani con Mario Palmaro.



Mi piacciono moltissimo i film di don Camillo e Peppone ma non ho letto il libro cosa, che mi riservo di fare.
Mi piacerebbe solo capire cosa voglia dire oggi identità cattolica e credo che su questo, in questo momento ci sia molto da parlare.
Personalmente ho la sensazione che l’identità cattolica sia come l’elastico delle mutande: si adatta al girovita di chi l’indossa.