Il panorama letterario di questa settimana registra uno scossone significativo ai vertici delle classifiche di vendita. Con un balzo deciso, la saggistica d’attualità scavalca la narrativa d’evasione: Francesca Albanese conquista il primo posto del podio, sorpassando l’apprezzata scrittrice friulana Ilaria Tuti. Il successo della Albanese, stimata giurista internazionale e Relatrice speciale delle Nazioni Unite (ONU) sui diritti umani nei territori palestinesi occupati, testimonia la forte urgenza del pubblico di comprendere le dinamiche geopolitiche contemporanee attraverso testi rigorosi e di prima mano, come il suo recente volume “La luce del risveglio. Dalla Palestina al mondo intero, un manifesto di resistenza e libertà” (Rizzoli).
Scivola così in seconda posizione Ilaria Tuti, autrice straordinariamente amata dal pubblico italiano per la celebre saga incentrata sul commissario Teresa Battaglia (portata con successo anche sul piccolo schermo dalla RAI) e per i suoi profondi romanzi storici capaci di celebrare il coraggio femminile in contesti difficili. Il secondo gradino del podio rimane comunque un fortino per la scrittrice.
Subito dietro le prime due posizioni, si infiamma la sfida tra i maestri del mistero. Sale al terzo posto Antonio Manzini con le atmosfere ruvide e profondamente umane del suo iconico vicequestore Rocco Schiavone. Manzini, romano classe 1964, allievo di Andrea Camilleri, continua a fare centro nel cuore dei lettori con il suo ultimo noir “Sotto mentite spoglie” (Sellerio), confermandosi tra le voci più solide del giallo italiano contemporaneo.
Al quarto posto resiste tenacemente Francesca Giannone, l’autrice rivelazione pugliese che dopo il caso editoriale di “La portalettere” (Premio Bancarella) continua a dominare le classifiche con il nuovo romanzo “Gli anni in bianco e nero” (Editrice Nord). La sua narrazione è un affresco intimo e potente di un Salento anni Sessanta, visto attraverso gli occhi di quattro giovani sorelle in cerca di riscatto e libertà.
Il comparto dei noir e delle storie di suspense occupa saldamente la quinta e la sesta posizione grazie a due giganti internazionali. Troviamo infatti “Domenica”, un raffinato romanzo psicologico del maestro intramontabile Georges Simenon (ripubblicato da Adelphi), seguito a ruota dall’adrenalina pura di “Exit Strategy” firmato da Lee Child (Longanesi), pseudonimo del britannico James Dover Grant, autore capace di tenere incollati milioni di lettori in tutto il mondo alle avventure dell’indistruttibile ex poliziotto militare Jack Reacher.
La vera sorpresa della settimana si attesta però al settimo posto, occupato da un debutto folgorante: il romanzo “Eppure noi due”, pubblicato da Einaudi nella prestigiosa collana ‘I coralli’ e firmato dall’esordiente Giulia Marziali. Un’opera delicata e travolgente che si muove tra le aule pulsanti dell’Università di Harvard e gli scavi archeologici in Turchia. Il libro narra la storia di Filippo, un giovane ricercatore in stallo esistenziale, la cui vita viene stravolta dal ritrovamento fortuito di un’ecografia dimenticata all’interno di un libro. Un posizionamento di assoluto rilievo per la Marziali, che in classifica riesce a precedere persino la raffinata e celebrata penna di Han Kang, l’autrice sudcoreana nota in tutto il mondo per la sua prosa lirica e spietata (già vincitrice dell’International Booker Prize).
A chiudere la “Top 10” troviamo infine due conferme nate da percorsi di saggistica e divulgazione differenti. Al nono posto fa il suo ingresso una novità assoluta: il nuovo saggio di Paolo Borzacchiello, uno dei massimi esperti di intelligenza linguistica e applicata al business. I suoi testi (tra cui spiccano bestseller per Mondadori come “Basta dirlo” o “Usa il cervello prima che lui usi te”) sanno sempre intercettare le necessità di crescita personale del pubblico contemporaneo, svelando i segreti e le trappole della comunicazione quotidiana.
Stabile al decimo posto si conferma invece Gianluca Gotto con il suo ultimo libro “Ci basterà mangiare il vento” (Mondadori). Il blogger e scrittore torinese, icona del “nomadismo digitale” e della ricerca della felicità interiore attraverso la filosofia orientale, si dimostra ancora una volta un porto sicuro per una vastissima comunità di lettori che cercano nei suoi scritti un manifesto per una vita lenta, resiliente e in profonda armonia con il mondo.
. CLASSIFICA DEI PRIMI 10 LIBRI VENDUTI IN SETTIMANA
- LA LUCE DEL RISVEGLIO – FRANCESCA ALBANESE ed. RI ZZOLI
- ED È UN POCO LA NOTTE E UN POCO L’ALBA – ILARIA TUTI ed. LONGANESI
- I TRAMEZZINI DI ROCCO SCHIAVONE – ANTONIO MANZINI ed. SELLERIO
- GLI ANNI IN BIANCO E NERO – FRANCESCA GIANNONE ed. NORD
- DOMENICA – GEORGES SIMENON ed. ADELPHI
- EXIT STRATEGY – LEE CHILD ed. LONGANESI
- EPPURE NOI DUE – GIULIA MARZIALI ed. EINAUDI
- LA SCATOLA DELLE LACRIME – HANG KAN ed. ADELPHI
- INCANTALI TUTTI – PAOLO BORZACCHIELLO ed. MONDADORI
- CI BASTERÁ MANGIARE IL VENTO – GIANLUCA GOTTO ed. MONDADORI
LA LUCE DEL RISVEGLIO
Ad un anno dall’uscita del suo primo saggio “Quando il mondo dorme” nel quale metteva in luce la situazione palestinese, Francesca Albanese pubblica un altro libro sullo stesso tema. In questo periodo la condizione di questo popolo martoriato non è migliorata, eppure finalmente la coscienza collettiva ha subito una scossa, ora la gente sa e si rifiuta di essere complice di questo genocidio. Si interroga su come passare da uno stato inerte di osservazione a quello di azione reale. Ogni capitolo di questo libro ha come titolo un verbo: sognare, curare, nutrire, piangere, danzare, emanciparsi, criticare, ritornare, resistere… Sono delle azioni. Che altro può fare un popolo martoriato, annullato, senza apparenti speranze se non sognare di vivere una vita normale, una casa ricostruita, una dignità?
Attraverso una minuziosa ricostruzione delle vicende palestinesi, ma anche narrando le storie di persone straordinarie che hanno combattuto, che sono cadute e si sono rialzate, che hanno denunciato pagando con la vita, che hanno pianto, ma hanno anche trovato il coraggio di danzare tra le macerie, di resistere e continuare a vivere, Francesca Albanese ci invita a prenderle d’esempio e a riflettere sul messaggio potente trasmesso da questi verbi che invitano all’azione. È un messaggio valido per il mondo intero, sempre più crudele e disumanizzato, un’opportunità di risveglio collettivo. Se ognuno di noi “adotta” questi verbi e li fa suoi, forse in fondo al tunnel può riaccendersi una luce di speranza non solo per la Palestina, ma per l’intera umanità.




grazie Donatella,
un bellissimo articolo denso di realismo e verità