lunedì, 17 Agosto 2026
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Anche il Papa a fianco degli ambientalisti contro la “Caccia Selvaggia”

Una piazza gremita di fronte al Pantheon, il fronte compatto delle principali sigle ambientaliste e, a sorpresa, il peso morale del Vaticano che irrompe nel dibattito politico. La battaglia sul Disegno di Legge 1552, ribattezzato dalle opposizioni e dalle associazioni ecologiste come il provvedimento della “Caccia Selvaggia”, si infiamma e promette di trasformarsi in uno dei terreni di scontro più duri per la maggioranza di governo.

Le forze di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) ed Europa Verde, insieme a giganti dell’attivismo come WWF, Lipu, Legambiente, Lav, Lac e Oipa, hanno dato vita a un flash mob straordinario in Piazza della Rotonda a Roma per chiedere il ritiro immediato del testo, attualmente in discussione al Senato.

Cosa prevede il Ddl 1552

Secondo i promotori della protesta, il testo normativo guidato dalla maggioranza di centrodestra rappresenterebbe “il più grande e violento attacco alla biodiversità degli ultimi decenni”, con il rischio di riportare la legislazione venatoria indietro di trent’anni.

I punti più contestati del disegno di legge riguardano la deregolamentazione dell’attività venatoria e l’estensione dei territori in cui sarà possibile imbracciare i fucili. Nello specifico, la riforma aprirebbe la strada a:

  • Caccia in aree precedentemente protette: via libera agli spari in foreste demaniali, spiagge e valichi montani.
  • Deroghe climatiche: possibilità di cacciare anche su terreni innevati.
  • Ampliamento delle specie cacciabili: inclusione di specie finora tutelate, come l’oca selvatica e il piccione.
  • Declassamento del lupo: riduzione del livello di protezione per il grande predatore, da tempo al centro di accesi dibattiti tra allevatori e scienziati.

“È un testo scritto chiaramente sotto dettatura delle lobby dei fucili e dei signori delle cartucce, un insulto alla scienza, alla sicurezza dei cittadini e alla natura”, attaccano i portavoce di Europa Verde.

La vera svolta politica e mediatica della giornata è arrivata però da una sponda inaspettata. Papa Leone XIV ha inviato una lettera ufficiale alla Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli), entrando direttamente a gamba tesa sul merito del provvedimento.

Il Pontefice ha definito la tutela della natura come una questione di grande rilevanza sociale e morale, auspicando esplicitamente un freno all’aumento della pressione venatoria in Italia. Un richiamo che cade in un anno dal forte valore simbolico, l’800° anniversario della morte di San Francesco d’Assisi, e che richiama la politica alle tesi dell’enciclica verde sul rispetto del Creato.

L’intervento papale potrebbe scuotere la coscienza dell’elettorato e dei parlamentari all’interno della coalizione di centrodestra. L’opposizione ha già fatto proprio il messaggio del Santo Padre, esortando pubblicamente i membri della maggioranza a “dissociarsi da questo scellerato disegno di legge” e a dimostrare autonomia politica rispetto alle pressioni delle associazioni venatorie.

Il muro contro muro è ormai certificato. Se da un lato la maggioranza difende il provvedimento considerandolo uno strumento di gestione del territorio e di bilanciamento delle attività rurali, dall’altro le opposizioni promettono una resistenza totale.

L’alleanza tra lo schieramento rosso-verde e il mondo cattolico-francescano rischia di logorare la compattezza del centrodestra su un tema, come quello della caccia e dell’ambiente, da sempre divisivo per l’opinione pubblica italiana. I leader di AVS hanno già annunciato “barricate dentro e fuori il Parlamento”: la battaglia sul Ddl 1552 è solo all’inizio.


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1 COMMENT

  1. Condivido pienamente la protesta contro Il DDL caccia.
    Come cittadino invito tutti non limitarci a dir solo la nostra sui social, questo è un metodo sbrigativo per schivare quel senso di responsabilità che la nostra coscienza ci ricorda davanti ad una qualsiasi palese ingiustizia.
    A mio parere Il social in generale è un mezzo di comunicazione eccellente ma che va in contrasto con l’ impegno fattivo ed effettivo di ognuno di noi , poco incisivo e dispersivo quando si vuole ottenere un risultato concreto ed immediato.
    E’ necessario fare un passo in più ,la partecipazione collettiva mediante comitati di quartiere , movimenti organizzati nelle piazze per la corretta comunicazione, unitamente a manifestazioni civili e pacifiche nel controllo puntuale di inserimenti faziosi, credo sia questo un segnale più effeicace come forma di dissenso verso qualsiasi forma di abuso legislativo-
    dario

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