martedì, 21 Luglio 2026
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PROBLEMA ENERGIA: SOLUZIONI POSSIBILI

La chiusura dello Stretto di Hormuz rende difficile il rifornimento di petrolio e gas naturale a tutti i paesi importatori. Attraverso quel braccio di mare che collega il Golfo Persico al Golfo dell’Oman e quindi al Mare Arabico e all’Oceano Indiano, passava il 20% circa dei barili di petrolio. Ogni anno nel mondo si consumano 37 miliardi di barili (1 barile contiene 159 litri di greggio). L’Italia produce il 51% dell’energia consumata da fonti rinnovabili: fotovoltaico, eolico, idroelettrico, geotermico, biomasse (dato 2024; www.consilium europa.eu). Il costo del petrolio cresce a causa dei conflitti in corso e questo si ripercuote sulle finanze e l’economia dei paesi della UE e non solo.

Le alternative ai combustibili fossili, oltre le rinnovabili, sono principalmente tre: Idrogeno, nucleare da fissione, nucleare da fusione. L’Idrogeno è l’elemento chimico più diffuso in natura ma esiste quasi solo legato ad altri elementi. Si può ricavare dall’acqua mediante elettrolisi e questa è la soluzione più ecologica (si parla di Idrogeno verde), dal Metano con vapore ad alta temperatura oppure da rifiuti organici a temperature elevate (Idrogeno grigio). L’elettrolisi richiede energia e questa la si può ottenere da fonti rinnovabili. Le prime applicazioni riguardano l’autotrazione (il motore elettrico alimentato a Idrogeno elimina solo vapore acqueo). Più discusso per motivi politici e ideologici è l’uso del nucleare. L’energia nucleare viene ricavata dalla fissione o dalla fusione.

I processi sono diversi: fissione di nuclei di elementi radioattivi (Uranio e Plutonio), fusione di nuclei di Deuterio e Trizio. La fissione nucleare è alla base, nelle centrali nucleari, della produzione di energia. L’Italia ha interrotto la produzione di elettricità dalle quattro centrali nucleari a fissione costruite negli anni ’60 a Trino Vercellese (VC), Caorso (PC),  Borgo Sabotino (LT), Garigliano (CE) a seguito di due referendum (1987 e 2011). Il 17/10/2025 il governo ha presentato un disegno di legge-delega in materia di energia nucleare sostenibile approvato alla Camera in prima lettura il 4 giugno u.s.

Dopo l’approvazione definitiva da parte del Senato, entro l’anno è prevista l’emanazione delle leggi delegate. Nel testo approvato si parla, in sintesi, di produzione di energia nucleare da fissione con piccoli reattori modulari (small modular reactors e advanced modular reactors in sigla smr e amr) e di ricerche sulla fusione nucleare. Con i decreti attuativi sarà stabilito dove collocare gli impianti e dove smaltire i rifiuti nucleari. L’Uranio dovrà essere importato; i primi cinque paesi produttori sono: Kazakistan, Canada, Uzbekistan, Namibia, Australia. Smr e Amr sono centrali di potenza ridotta (1/3 circa) rispetto a un impianto convenzionale, costruite con moduli assemblati in fabbrica da montare nel territorio prescelto.

Per ora sono in funzione solo due impianti in Cina e Russia attivi dal 2021 e 2020 rispettivamente. Nei paesi occidentali non ci sono ancora né smr e amr né fabbriche produttrici di moduli. In previsione, una ventina di moduli installati entro il 2050 soddisferanno il 10% del fabbisogno elettrico del paese. Riguardo alla fusione nucleare, un reattore sperimentale (ITER: International Thermonuclear Experimental Reactor) è in costruzione in un complesso di ricerca costruito a Cadarache (Dipartimento delle Bocche del Rodano) nella Francia meridionale. Al progetto partecipano paesi europei, tra cui l’Italia ed extraeuropei. La fusione avviene con il riscaldamento delle particelle di plasma (gas caldissimo di ioni ed elettroni) nell’ordine delle centinaia di milioni di gradi entro un contenitore detto Tokamak (camera toroidale, ossia a ciambella, magnetica). Si dovrà valutare se l’energia prodotta sarà maggiore di quella immessa. Occorreranno decenni di  studi e sperimentazioni prima di poter avere a disposizione energia da fusione nucleare per gli impieghi comuni: forse a metà secolo… 

In conclusione, in attesa che lo Stretto di Hormuz diventi di nuovo percorribile, continuiamo ad incrementare la produzione di elettricità da energie rinnovabili perché l’uso del nucleare da smr non è vicino. I pannelli fotovoltaici e le pale eoliche non piacciono a molti, occupano suolo, modificano il paesaggio però sono strutture necessarie soprattutto ora che i combustibili fossili scarseggiano a causa dei conflitti in corso e di cui non se ne vede la fine.


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