venerdì, 12 Giugno 2026
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Una Cittadella della Cultura per Mogliano

Il dibattito sul futuro della biblioteca civica si è sviluppato per mesi quasi sotto traccia. L’Amministrazione comunale non ha ancora assunto una posizione ufficiale, anche se da tempo circolano ipotesi e orientamenti che sembrano privilegiare l’acquisizione del Centro Pastorale di via De Gasperi. Nel frattempo, però, è accaduto qualcosa che merita attenzione.

Su iniziativa delle forze del Centrosinistra e con il sostegno dei consiglieri di minoranza, è stato avviato un lavoro genuinamente politico che ha scelto una strada diversa. Invece di inseguire polemiche e contrapposizioni, i promotori hanno raccolto idee, dati e contributi per elaborare un’alternativa fondata sull’ascolto e sul confronto.

Il risultato è stato uno dei più significativi momenti di partecipazione pubblica degli ultimi anni. In poco più di un mese sono stati raccolti 817 questionari, affiancati da tavoli tematici e incontri che hanno coinvolto associazioni, scuole, operatori culturali e cittadini.

È un dato che va oltre il successo quantitativo. In una fase in cui spesso si lamenta la distanza tra politica e comunità, centinaia di persone hanno scelto di dedicare tempo e idee a una riflessione collettiva sul futuro di Mogliano. La partecipazione registrata dimostra che il tema degli spazi dedicati alla conoscenza intercetta bisogni profondi che riguardano la qualità della vita urbana, le opportunità offerte ai giovani e il modo in cui una collettività immagina il proprio sviluppo.

Il profilo dei partecipanti conferma inoltre un elevato livello di coinvolgimento culturale: il 46 per cento possiede una laurea o un titolo post-laurea.

L’indagine evidenzia però anche una criticità sul piano territoriale: solo il 12 per cento delle risposte proviene dalle frazioni. Un dato che richiama la necessità di rafforzare il coinvolgimento delle aree periferiche, affinché partecipazione e opportunità culturali raggiungano in modo più equilibrato l’intero territorio comunale.

Il 27 maggio, durante un incontro pubblico ospitato dal Centro Anziani, i risultati dell’indagine e il lavoro elaborato nei mesi precedenti sono stati restituiti alla cittadinanza. Da allora il tema della Cittadella della Cultura è entrato a pieno titolo nel dibattito cittadino. Dalle risposte emerge un quadro sorprendentemente netto. I cittadini non chiedono semplicemente una biblioteca più grande. Chiedono spazi capaci di rispondere alle esigenze del presente.

Oltre il 30 per cento dei partecipanti appartiene alla fascia tra i 18 e i 29 anni, segnale di una domanda particolarmente forte proveniente dalle nuove generazioni. Il 63 per cento ritiene necessario creare nuovi spazi pubblici dedicati alla cultura. L’80 per cento chiede aperture serali più estese. Il 53 per cento desidera partecipare a eventi, conferenze e iniziative continuative, mentre il 31 per cento vede nella futura struttura anche un’opportunità di formazione permanente.

Anche i dati relativi alla situazione attuale meritano attenzione. Solo il 44 per cento degli intervistati dichiara di frequentare regolarmente la biblioteca esistente e il 34 per cento considera inadeguati gli spazi oggi disponibili. Non emerge quindi soltanto una richiesta di nuovi servizi, ma la percezione diffusa che Mogliano abbia bisogno di un salto di qualità nella propria offerta culturale.

Dietro questi numeri si intravede una trasformazione profonda del concetto stesso di biblioteca. Non più soltanto consultazione e prestito librario, ma una moderna infrastruttura civica: uno spazio dove studiare, incontrarsi, frequentare corsi, partecipare a eventi, sviluppare progetti, lavorare in gruppo e costruire relazioni. Un’idea che richiama le riflessioni di Antonella Agnoli, secondo cui la biblioteca contemporanea deve essere anzitutto una “casa di tutti”, un presidio di incontro e cittadinanza.

Su queste basi prende forma la Cittadella della Cultura.

Il documento nato dall’ascolto dei cittadini immagina un polo aperto e flessibile, nel quale il libro mantenga la propria centralità all’interno di un sistema più ampio di servizi e opportunità. Sale studio moderne, spazi per bambini e adolescenti, aree per il coworking, laboratori permanenti, attività formative, servizi digitali avanzati e ambienti dedicati alla socialità. Un centro pensato come cuore pulsante della vita culturale moglianese, in una visione lungimirante.

La vera novità, però, riguarda il rapporto tra questo progetto e il territorio che lo circonda. Per molti cittadini il valore della futura Cittadella risiede anche nella possibilità di inserirla nel contesto del Parco Caregaro Negrin: nella fattispecie in quell’area ideale, dove era collocata la ex Casa delle Bambine e dei Bambini. Non si tratta soltanto di una scelta urbanistica, ma di un diverso modo di immaginare il rapporto tra cultura e spazio pubblico: una struttura che si affaccia sugli alberi anziché sul cemento, immersa in uno degli scenari più identitari di Mogliano e capace di fare del verde una parte integrante dell’esperienza culturale.

Non è un caso che circa la metà dei partecipanti abbia indicato come importante la presenza di spazi aperti direttamente collegati alla nuova struttura. Il parco non viene percepito come un semplice elemento decorativo, ma come una componente essenziale della qualità complessiva dell’intervento. In questa prospettiva la cultura non viene pensata come un servizio separato dalla vita quotidiana, ma come una presenza diffusa.

Un ulteriore aspetto emerso dal confronto riguarda il recupero degli attuali locali della biblioteca. La realizzazione del nuovo polo consentirebbe infatti di riqualificare e ammodernare anche gli spazi esistenti, oggi ritenuti da molti utenti insufficienti e datati. Non una semplice sostituzione, dunque, ma un’operazione di rigenerazione urbana e culturale capace di ampliare il patrimonio pubblico a disposizione della comunità.

Le biblioteche che oggi rappresentano i modelli più avanzati in Italia e in Europa sono quelle che riescono a essere frequentate quotidianamente. Ambienti dove le persone non entrano soltanto per prendere un libro, ma per fermarsi, studiare, lavorare, conversare, partecipare ad attività e sentirsi parte di una comunità. È la direzione indicata da esperienze come la Salaborsa di Bologna o la VEZ di Mestre, e i poli culturali di Preganziol, Silea e Carpenedo, richiamate nel dibattito moglianese.

L’idea elaborata in questi mesi è ambiziosa ma concreta. Non immagina un’opera monumentale, bensì una struttura realizzabile per fasi successive, adattabile nel tempo alle esigenze del territorio e accompagnata da un concorso di progettazione capace di garantire qualità architettonica e funzionale.

Particolarmente significativo è un altro dato emerso dall’indagine: oltre il 40 per cento dei partecipanti si è dichiarato disponibile a contribuire direttamente alle attività della futura struttura. È il segno di una comunità che non chiede soltanto servizi, ma desidera essere parte attiva della costruzione.

Nei giorni successivi all’incontro del 27 maggio è stata avviata la raccolta firme a sostegno della mozione che verrà presentata in Consiglio Comunale.

Per aderire all’iniziativa: Cliccare qui

Naturalmente spetterà alle istituzioni valutare costi, priorità e modalità di realizzazione. Il valore più importante del lavoro svolto in questi mesi, però, forse non sta nemmeno nelle singole soluzioni individuate. Sta soprattutto nel metodo.

Gli oltre ottocento questionari raccolti e il confronto sviluppato attorno alla Cittadella della Cultura hanno prodotto un patrimonio di conoscenze, idee e aspettative che appartiene all’intera comunità moglianese. Un patrimonio che la stessa maggioranza potrebbe decidere di valorizzare, integrandolo nelle proprie scelte.

Le opere pubbliche più importanti sono quelle che riescono a interpretare un bisogno collettivo e a trasformarlo in una prospettiva condivisa, indipendentemente dalle stagioni politiche. Ci piace ricordare una frase bellissima di Marguerite Yourcenar, messa sulle labbra dell’imperatore Adriano nel suo celeberrimo romanzo: “Fondare biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che, da molti indizi, mio malgrado, vedo venire.”

La Cittadella della Cultura si inserisce in questo orizzonte. La discussione aperta in questi mesi riguarda qualcosa di grande: la capacità di Mogliano Veneto di immaginare il proprio futuro e di investire sulla conoscenza, sui giovani e sulla qualità della vita urbana.

Ed è difficile pensare a un investimento più importante di questo.

Roberto Masiero
Roberto Masiero è nato da genitori veneti e cresciuto a Bolzano, in anni in cui era forte la tensione tra popolazioni di diversa estrazione linguistica. Risiede nel trevigiano e nel corso della sua vita ha coltivato una vera avversione per ogni forma di pregiudizio. Tra le sue principali pubblicazioni: la raccolta di racconti Una notte di niente, i romanzi Mistero animato, La strana distanza dei nostri abbracci, L’illusione che non basta, Dragan l’imperdonabile e Il mite caprone rosso. Vita breve di norbert c.kaser.

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