venerdì, 12 Giugno 2026
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La sinfonia del silenzio: quando l’ascolto diventa incontro

Viviamo in un mondo saturo di rumore.

Un rumore di fondo, costante, fatto di parole urlate, notifiche incessanti e opinioni espresse ancora prima di aver compreso la domanda.

Abbiamo trasformato la comunicazione in una gara a chi alza di più la voce, convinti che farsi sentire sia l’unico modo per esistere.

Eppure, in questa fretta di riempire ogni spazio, stiamo perdendo una delle competenze umane più sacre e rivoluzionarie: la capacità di metterci in ascolto. L’ascolto non è un atto passivo, non è il semplice stare a sentire in attesa del proprio turno per parlare.

È un’arte attiva, un gesto di accoglienza generoso che richiede di fare spazio dentro di sé per ospitare la storia dell’altro.

​Giovedì pomeriggio ho avuto il privilegio di assistere a quel miracolo invisibile che si compie quando l’ascolto si fa collettivo, e l’ho vissuto da una prospettiva del tutto particolare.

Mi trovavo alla presentazione del mio nuovo libro. Davanti a me c’erano una cinquantina di persone. Inizialmente, l’aria della sala era quella solita delle grandi occasioni, carica del mormorio distratto, dei saluti e delle aspettative di chi entra e si accomoda.

Poi, a un tratto, mentre ho iniziato a raccontare, a mettere a nudo le mie parole e ad affidarle a quel pubblico, è accaduto qualcosa di straordinario.

Il rumore si è spento.

​In quel momento è calato un silenzio composto, quasi surreale.

Chi scrive sa quanto possa fare paura il silenzio di una sala, ma quello non era il silenzio pesante della noia o del distacco. Era un silenzio gravido di presenza, denso, vibrante.

Era il suono di cinquanta persone che respiravano all’unisono, catturate dallo stesso filo invisibile. In quell’atmosfera sospesa, ho avvertito una sinergia del tutto particolare che ha iniziato ad attraversare la stanza, saltando dal mio cuore al loro, e tornando indietro sotto forma di pura energia. Le pagine del libro hanno smesso di essere semplici segni neri sulla carta per trasformarsi in carne, sangue ed emozione condivisa.

Ognuno dei presenti, pur con la propria storia e le proprie ferite, si è ritrovato a vibrare sulla stessa frequenza.

​Questo è il potere dell’ascolto autentico: ha la capacità di abbattere le barriere della separazione.

Come autrice, ho capito in quel secondo che il dono più grande non lo stavo facendo io a loro leggendo le mie pagine, ma lo stavano facendo loro a me, offrendomi la loro totale attenzione.

Quel silenzio surreale non è assenza di suono; è la massima espressione del valore umano. È il rispetto profondo per la storia di rinascita di qualcun altro. È il momento in cui chi ascolta smette di pensare a se stesso e si lascia semplicemente attraversare.

​Nel mio lavoro con i laboratori di Scrittura Emozionale, cerco sempre di ricreare questa stessa magia. Perché il momento più alto non è mai quando si scrive, ma quando ci si ferma ad ascoltare il testo del compagno di banco. Curare il silenzio significa curare le relazioni.

Significa riscoprire che le parole più importanti sono spesso quelle che non vengono pronunciate, ma che si leggono negli occhi delle persone mentre le stiamo ascoltando.

​Dovremmo rieducarci tutti a questo tipo di silenzio composto.

Dovremmo cercare, nella nostra quotidianità, quei momenti di sinergia pura in cui spegnere il nostro giudizio e il nostro bisogno di apparire per metterci semplicemente a ricevere l’altro.

Perché è solo quando il rumore del nostro ego si placa che possiamo finalmente sentire la melodia del mondo e accorgerci che, in fondo, le nostre crepe si assomigliano tutte.

Un punto su cui riflettere:

Provate a pensare all’ultima volta in cui vi siete messi ad ascoltare qualcuno rinunciando a dire la vostra, a dare un consiglio non richiesto, avvolgendo l’altro solo con un silenzio accogliente. Che effetto ha fatto sul vostro legame? E oggi, siete pronti a donare questo silenzio prezioso a chi incrocerà il vostro cammino?

Rossana Fanny Duval
milanese, ha fatto della scrittura la bussola della propria vita, trasformando l’evasione dal quotidiano in una priorità dell'anima. Autrice di poesie e romanzi — tra cui Rivelazioni Inquietanti, L’Ombra del Male e il recente 920 Passi verso di me, racconto di rinascita sul Cammino di Santiago — esplora da anni il confine tra memoria e narrazione. Il suo impegno per l'autenticità l'ha portata a consegnare personalmente un suo scritto a Papa Francesco e a ideare i laboratori di 'Scrittura Emozionale' e le 'Serate Emozionali', progetti nati per restituire valore al sentire umano contro l’uso spasmodico del web (esperienze raccontate anche dal TG2 nella rubrica Tutto il bello che c’è). In questa rubrica, Rossana continua il suo viaggio alla ricerca dell'oro nascosto tra le pagine della nostra esistenza."

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