La storica magnolia dell’ex Villa Favier, uno degli ultimi elementi sopravvissuti dell’antico compendio verde che caratterizzava l’area, oggi appare gravemente compromessa. Basta confrontare le immagini storiche e quelle di pochi anni fa con quelle attuali, per comprendere la rapidità e la drammaticità del deterioramento: nel 2022 la pianta mostrava ancora una chioma ampia, verde e rigogliosa; oggi il grande albero, dopo la costruzione di una palazzina a ridosso, si presenta quasi completamente spoglio, con rami secchi e una evidente condizione di letale sofferenza vegetativa.
Una situazione che ha spinto il Comitato di Quartiere Centro Nord a intervenire pubblicamente, pretendendo verifiche approfondite e misure urgenti, per salvaguardare quello che viene definito un vero e proprio patrimonio identitario della città.
Il Quartiere prende però nettamente le distanze dalle recenti polemiche politiche nate attorno alla vicenda. “Il nostro unico interesse è la tutela del territorio e la salvaguardia della memoria storica e ambientale del quartiere. Non ci interessano gli scontri tra schieramenti o lo scaricabarile politico. Ci interessano i fatti, la salute della pianta e il rispetto delle regole”, spiegano dal direttivo.
La magnolia rappresenta, infatti, molto più di un semplice albero ornamentale. Oltre al valore paesaggistico e testimoniale legato all’antica Villa Favier — demolita nel secondo dopoguerra ma ancora presente nella memoria collettiva del quartiere — l’esemplare svolge una funzione ambientale, rilevante in un contesto ormai fortemente urbanizzato.
Un albero di queste dimensioni contribuisce alla mitigazione delle temperature estive, all’assorbimento di anidride carbonica e polveri sottili, alla regolazione dell’umidità e alla qualità complessiva dello spazio urbano.
Proprio il rapido decadimento della pianta rende necessario fare piena chiarezza su quanto accaduto negli ultimi anni, che parrebbe conseguenza degli interventi edilizi realizzati nell’area dell’ex villa. Per questo il Quartiere chiede che il Comune affidi immediatamente una perizia a un agronomo indipendente e super partes, capace di stabilire con criteri scientifici quando sia iniziato il deperimento e quali possano esserne le cause effettive.
Tra le iniziative annunciate, vi è anche la richiesta formale di inserimento della magnolia nell’elenco degli Alberi Monumentali, strumento previsto dalla legge nazionale n. 10 del 2013 per la tutela degli esemplari di particolare pregio naturalistico, storico o culturale, specie se caratterizzati da età, dimensioni e valore paesaggistico rilevante.
Troppo rumore per un albero morente? La risposta è visibilmente affidata alla gravissima situazione ambientale della nostra Regione, dove l’immenso valore della terra libera e vitale è di fatto rinnegato, a meno che essa non incoraggi i soliti investimenti immobiliari. A fronte di una popolazione in tendenza generale alla decrescita e a valori di inquinamento atmosferico inquietanti, Mogliano Veneto non cessa di produrre frutti di cemento che strangolano il suolo.
Il Comitato depositerà una richiesta di accesso agli atti comunali, per esaminare il permesso di costruire della nuova palazzina Favier e delle relative prescrizioni ambientali, con l’obiettivo di verificare se durante le fasi di scavo e costruzione siano stati adottati tutti gli accorgimenti tecnici necessari alla tutela dell’apparato radicale della pianta, comprese le distanze di sicurezza, la protezione del suolo e l’idratazione.
Il quartiere chiede, confidando nella rapidità dell’intervento, che vengano attivati con urgenza tutti i possibili protocolli agronomici per tentare il recupero dell’esemplare, senza attendere ulteriori peggioramenti.
Ipotizzando una qualche responsabilità a carico del soggetto attuatore dell’intervento edilizio, viene avanzata una richiesta precisa: qualora la magnolia non dovesse sopravvivere, esso dovrebbe assumersi integralmente l’onere della sostituzione con un albero di analoga grandezza, pregio e valore ambientale.
Augurandoci, aggiungiamo noi, che questa soluzione parzialmente risarcitoria sia compatibile con lo stato del terreno apparentemente compromesso in modo preoccupante.

Le fotografie storiche dell’antica Villa Favier e quelle più recenti della magnolia evidenziano con forza il significato simbolico di questa pianta. Da presenza dominante nel giardino storico a ultimo testimone verde di un paesaggio ormai trasformato, la magnolia assurge anche a simbolo di un confronto conflittuale con il discutibile sviluppo urbanistico.



