venerdì, 12 Giugno 2026
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I veneziani scelgono la continuità rispetto al cambiamento: analisi di un voto

Venturini vince al primo turno le elezioni comunali di Venezia e diventa il sindaco più giovane che la città abbia mai avuto.

Per 11 anni è stato assessore alle infrastrutture e braccio destro di Brugnaro, ora rappresenta la continuità con l’ex sindaco, sia a parole ma soprattutto con la squadra che comporrà la nuova giunta comunale: gli stessi nomi che accompagnarono Brugnaro 5 anni fa.

I veneziani dunque si sono espressi: il 51% dei votanti ha scelto di riporre nuovamente la propria città nelle mani del centrodestra, di cui il 30% ottenuto dalla lista civica. I partiti alleati di Venturini registrano, infatti, un risultato misero: il primo è Fratelli d’Italia che si ferma al 13%, seguito dalla Lega al 4,7% e da ultima Forza Italia al 2,5%.

Per il centrosinistra guidato da Martella questo risultato è amaro da digerire: i sondaggi lo davano in vantaggio di diversi punti e il generale malcontento della città aveva creato delle aspettative che forse hanno remato contro al candidato dem.

Il Partito Democratico si conferma comunque il primo partito della città con un 25% dei voti, doppiando FdI, ma ciò non è bastato: gli altri partiti del campo largo hanno raccolto percentuali troppo basse per dare una spinta al candidato (AVS al 5% e M5S al 2,6%).

Ma la sconfitta ora impone una doverosa riflessione sulle cause che l’hanno determinata: come mai i veneziani hanno preferito la continuità rispetto al cambiamento? Su cosa ha sbagliato il centrosinistra nella sua strategia elettorale?

Ma soprattutto, ha davvero senso parlare ancora di campolargo?

Purtroppo la risposta alla prima domanda è tanto chiara quanto triste: Venturini ha vinto grazie alla paura.

Dipingere il cambiamento promesso da Martella come pericoloso è stata la carta vincente per il centrodestra: l’arrivo dell’Islam, le moschee, il fantomatico comunismo hanno convinto i veneziani (soprattutto di terraferma) a mantenere le cose come stanno, nonostante gli evidenti problemi che 11 anni di amministrazione Brugnaro hanno causato alla città.

D’altra parte anche il centrosinistra ha le sue colpe: fin dall’inizio la candidatura di Martella aveva suscitato qualche perplessità nel PD, essendo scesa dai piani alti romani e non avendo coinvolto la base elettorale locale del partito, indebolendo così la voglia di partecipare.

Inoltre è indubbio che la campagna elettorale fatta dal centrosinistra sia stata alquanto moscia e vuota di contenuti: tante ambizioni ma poche proposte concrete.

Per non parlare delle scelte strategiche adottate durante tutta la campagna: Martella aveva a suo vantaggio il peso dell’eredità Brugnaro sulle spalle di Venturini, soprattutto i processi giudiziari per corruzione, che potevano essere sfruttati molto di più dal centrosinistra per dimostrare ai veneziani la necessità di un cambiamento.

Infine viene naturale domandarsi se questo campolargo, che con fatica Martella è riuscito ad unire per queste elezioni, ha ancora senso dopo questo risultato.

Forse a livello nazionale il campolargo ha ancora senso di esistere e può costruire un’alternativa valida alla destra di governo, ma a livello regionale i dubbi sono leciti.

A parlare chiaro sono i dati: i voti ottenuti dal centrosinistra sono stati praticamente tutti conquistati dal Partito Democratico (26.500 voti circa), mentre i partiti alleati hanno apportato un aiuto debole alla coalizione (5.500 voti di AVS e 2.700 voti del M5S). Dunque non è fantascienza dire che la coalizione è stata trascinata sostanzialmente dalla lista del PD, come già le elezioni regionali avevano dimostrato.

Ora per Venezia il futuro è incerto e paradossale: una città sostanzialmente di sinistra, dove i partiti di centrosinistra superano di gran lunga i partiti di centrodestra (34% csx, 20% cdx), sceglie di affidarsi per i prossimi 5 anni al delfino di Brugnaro.

Ma essere democratici significa rispettare ogni risultato elettorale e augurare buon lavoro a tutti… e buona fortuna a Venezia!

Tommaso Syrtariotis
Studente di giurisprudenza presso UniPd Membro dei Giovani Democratici Marcon e dei Giovani Democratici Venezia Appassionato di politica, giornalismo, storia e molto altro.

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