venerdì, 12 Giugno 2026
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Il pentolino rosso: uno spettacolo che parla di diversità

Il 23 aprile si è svolto, presso la scuola primaria Francesco Baracca di Settimo di Pescantina a Verona, lo spettacolo teatrale dal titolo “Il pentolino rosso”, messo in scena dalla compagnia teatrale “Armathan”, per la regia di Marco Cantieri e Franca Guerra, anche interpreti dei personaggi. La rappresentazione, tratta dal libro “Il Pentolino di Antonino”, racconta con delicatezza e profondità il tema della diversità e il valore della resilienza. Antonino è un bambino che trascina sempre dietro di sé il suo pentolino, non si sa bene perché. Un giorno gli è caduto sulla testa e, da allora, non è più come tutti gli altri. Vorrebbe sbarazzarsene o nascondersi dentro per sparire alla vista del mondo. Infatti, le persone che incontra lo guardano in modo strano e, a volte, lo evitano. Antonino si sente sempre più smarrito e solo, finché sul suo cammino non incontra una persona speciale che gli fa capire che l’unico modo per essere felice è tirare fuori la testa dal pentolino e usarlo per esprimere tutte le sue qualità.

Il linguaggio dei gesti

La compagnia Armathan non ha voluto usare le parole per raffigurare il disagio di Antonino, bensì i gesti che, spesso, valgono più di molte parole. “Le parole non hanno il potere di superare, di disarmare la realtà, mentre i gesti e le parole sì”, ci racconta Marco Cantieri. Non si deve solo parlare di diversità, ma, spesso, bisogna vederla e apprezzarla per ciò che è e per la ricchezza che nasconde.

Lo spettacolo, tenutosi nella palestra della scuola, ha visto gli attori, coperti da grandi maschere, raccontare solamente con il linguaggio del corpo il disagio e la rinascita di Antonino davanti ad un pubblico rapito e attento. “È stato entusiasmante — raccontano le maestre — sono stati tutti attenti e in silenzio, anche gli alunni più vivaci, che hanno seguito con attenzione le vicende di Antonino. Una rappresentazione poetica e commovente e, al tempo stesso, un ottimo spunto per far capire ai bambini che si può comunicare anche senza parole”.

La ricerca teatrale della compagnia Armathan

Il teatro Armathan, presente sulla scena dal 1998, si contraddistingue per il suo lavoro di ricerca sul metodo dell’azione fisica teorizzato da Konstantin Stanislavskij. Negli ultimi anni ha approfondito differenti linguaggi teatrali, arrivando alla messa in scena di spettacoli con l’uso della maschera di carattere, che hanno ricevuto importanti riconoscimenti a livello europeo. Tra agosto 2025 e marzo 2026 ha ricevuto anche numerosi premi per il suo spettacolo Maladie d’amour.

Samuela Piccoli
Nata nel 1973, veronese. Ha lavorato come hostess di terra al Check-in guida turistica al ceck-in dell’aeroporto Catullo di Verona. Ha svolto attività di volontariato in alcune scuole veronesi insegnando italiano a bambini stranieri e presso l’Univalpo (Libera università popolare della Valpolicella) come docente di lingua inglese base. Attualmente lavora presso la Banca Generali e collabora, come pubblicista con il “Basso Veronese”, giornale on line con sede a Legnago. Ha conseguito la laurea Triennale in lingue e culture per l’editoria e la laurea Magistrale in Editoria e Giornalismo

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