venerdì, 12 Giugno 2026
Home amministrative Martella siamo noi

Martella siamo noi

Il candidato sindaco del centrosinistra ha cambiato le regole del gioco a Venezia con tono pacato e responsabile, puntando sulle proposte più che sulle denunce. Ha scelto un metodo non scontato rispetto al passato: dall’”io” al “noi”, restituendo senso alla partecipazione e alla cittadinanza.

Andrea Martella ha già cambiato a Venezia le “regole del gioco”.
Lo ha fatto in maniera pacata e responsabile, senza usare argomenti che troveranno risposta in diverse sedi e preferendo chiaramente la proposta alla sola denuncia.
Ed ha considerato Venezia quella che è: una grande città internazionale dall’immagine straordinaria ed una comunità che vuole essere normale, vivere con tranquillità e con la possibilità di concretizzare sogni e speranze.

E per affrontare le tante complessità che attraversano questi spazi tra terra ed acqua ha scelto di ridare dignità e cittadinanza alla politica dimostrando che si può cambiare in meglio, che il destino non è segnato.

Ha usato ed usa diverse chiavi di espressione che vanno viste e capite.
Ha disposto un telaio capace di tessere insieme reti, speranze, opportunità.

Tutt’altro che peregrine o inventate.
Le scatole della magia le ha buttate al vento preferendo quelle realtà che cambiando possono collegarsi ai sogni di chi qui vive e lavora.

Ed ha scelto un metodo, un atteggiamento non scontato soprattutto alla luce del passato.
Ha restituito un senso alla parola “noi” rispetto all’affermativo “io”.

Sono anni che il “noi” era seppellito in laguna in un angolo nascosto da chi ci ha governato fino ad ora.
È stato ritrovato integro perchè mai usato ed ha consentito di rimettere in piedi rapporti ed intrecci, opportunità e scoperte prima nascoste alla vista.

L’uomo solo al comando ci è costato caro e per questo il taglio è stato netto.
Ed il metodo qui è sostanza, fatta di persone e di idee che tornano a vivere dopo un letargo costretto ed inutile.

La seconda chiave di lettura è stata una via spesso dimenticata dalla politica.
Il telaio ha consentito di mettere insieme, dare colori, aggiungere ingredienti, ricucire strappi, far conoscere mondi.

E la politica nella sua veste nobile è confronto e sintesi di pensieri, premia le relazioni sapendo cogliere la ricchezza dalle diversità che si guardano spesso con diffidenza.

La Venezia dei Fondaci e delle Scuole è stata riferimento per guardare ad un mondo di nuove realtà non solo per una scelta etica ma per un bisogno necessario di sicurezza, di convivenza, di rispetto.
E qui la politica diventa “bella” perchè può trovare il modo di costruire, di confrontare di far rispettare leggi e regole di vita.

Ed è cambiato anche lo sguardo.
Si è alzato per vedere l’orizzonte, comprendere i confini e sfidarli.
Ridare un senso ad una città che lo ha perso, che non conta, che è divenuta episodio e non storia.

Una città che può essere terra vera di dialoghi e di nuove forme di ricerca, un luogo che può diventare strumento di costruzione di pace e di confronti di culture.
Perchè questa è Venezia ed a Venezia tutto ciò è possibile.

Da troppi anni questa città vive un isolamento fatto di istituzioni che non si parlano e di opportunità che non si colgono.
La politica come Martella l’ha interpretata avrà anche questa dimensione.

Francamente è ora che questa città assuma il valore che la sua storia insegna.
E la dimensione politica, il peso delle scelte del nuovo Sindaco avranno momenti di confronto forte a Roma, nel Veneto, in Europa e a livello internazionale.
Ed un Sindaco che ha fatto il parlamentare, che è stato membro di governi, che ha costruito reti e rapporti in Parlamento non è utile, è indispensabile.

Non posso dimenticare che in questi giorni gli auguri a Martella siano venuti dai Sindaci di Barcellona e Parigi: questo è il livello della nostra città.

Infine, l’ultima è forse la parola che ha impedito candidature eccellenti e che invece Andrea Martella ha colto immediatamente.

È la cultura positiva del “lavoro” che diventa abitudine, atteggiamento e strada da percorrere.
Perchè mettere insieme tutto ciò che si è detto e tenerlo bene insieme costa.
Tante idee, tante Municipalità, tante Istituzioni, tanti cambiamenti.

Ma questa è la strada.
Nessuna scorciatoia ed il merito è chiaro: da queste scelte della politica già oggi non si può tornare indietro.
Ed allora vale la pena fare l’ultimo sforzo.


Si ringrazia la redazione della testata giornalistica “Ytali.com” per averci concesso di riproporre l’articolo su “IL DIARIO online

Maurizio Cecconi
Veneziano, funzionario del PCI per 20 anni tra il 1969 ed il 1990. Assessore al Comune di Venezia per quasi 10 anni è poi divenuto imprenditore della Cultura ed è oggi consulente della Società che ha fondato: Villaggio Globale International. È anche Segretario Generale di Ermitage Italia.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here