Mario Bortolato, in arte Bort, mitico vignettista della Settimana Enigmistica nasce a Salzano (VE) nel 1926 e inizia a disegnare per divertimento e per passione fin dal Liceo, producendo caricature dei professori e cartelloni pubblicitari per feste studentesche. Era l’epoca dei grandi giornali umoristici (Travaso, Candido, ecc.) tra questi il Guerin Meschino al quale un amico di famiglia portò alcune sue vignette regalandogli la prima pubblicazione in prima pagina e il primo passo verso il futuro successo.
Due anni di architettura e un lavoro da impiegato ad Alessandria, continua a girare tra giornali e riviste per piazzare le sue vignette, si laurea poi in Giurisprudenza e nel 1956 conquista il premio Bordighera ma la vera svolta avviene quando conosce Cassio Morosetti e l’Agenzia DISEGNATORI RIUNITI attraverso la quale riesce a vendere le sue vignette a molte riviste e giornali.
È il 1962 e inizia una collaborazione proficua che porterà Bort a sviluppare una produzione incredibile di disegni nei quali il suo stile si evolve fino a diventare inconfondibile. Il suo ometto pelatino, dall’aspetto comune e rassicurante, la moglie anche lei dal tratto semplice, tipicamente femminile e umanamente tollerante, la suocera e tutti gli altri elementi della società e della famiglia sui quali Bort ha sempre saputo sorridere con intelligenza ed eleganza, nello stile e nei contenuti.
Per quasi 50 anni la sua classica vignetta, “le ultime parole famose”, è stata in basso a destra nella doppia pagina interna dl giornalino che tutti, prima o poi, abbiamo sfogliato. L’ultima sua vignetta è del 2013 ma i magazzini sono talmente pieni dei suoi disegni che le pubblicazioni continuano fino al 2017. Non si contano inoltre le collaborazioni di Bort ai giornali (Grazia, Gioia, Domenica del Corriere) e alla TV ( Drive In e L’altra Domenica di Renzo Arbore).
Bort non si è mai cimentato nella satira politica e questo forse è il segreto della sua fama nel tempo che rende la sua arte immortale e le sue vignette sempre attuali. Motivo per cui vale la pena assolutamente andare a vedere la mostra che attualmente è in corso a Salzano, presso la Sala monsignor Stocco in Piazza Pio X.
Grazie all’impegno e alla collaborazione tra Orizzonti Culturali, Parrocchia di Salzano e all’associazione Omega aps che sono riusciti a dare lustro a questa straordinaria figura di artista veneto, al quale la vita ha regalato una longevità e una vena creativa meravigliose, che ha regalato a noi fruitori anni e anni di divertimento e di riflessioni intelligenti sul mondo e sulla società.
Ai figli e a coloro che lo hanno amato e stimato e che vogliono conservarne la memoria, sta ora il compito di tutelarne e diffonderne l’enorme produzione artistica.
Nel frattempo non perdiamo l’occasione di vedere i suoi capolavori a Salzano, fino al 24 maggio 2026.



