L’ecologia ci insegna che tutto è legato a tutto. Alla luce delle nostre conoscenze attuali, è impensabile un mondo in cui anche solo un animale, una pianta, una persona, un fenomeno o un evento non sia, in qualche modo, connesso a ogni altro. E proprio la crisi climatica ed ecologica è di questo un esempio perfetto. Ben lontana dall’essere una questione puramente tecnica, infatti, l’emergenza più grande del nostro secolo tocca innumerevoli punti nevralgici per l’intera comunità, non ultimo quello dei diritti umani.
In un mondo equo, chi più di tutti ha messo a repentaglio gli ecosistemi e a serio rischio la nostra vita sul pianeta è anche chi ne fa le spese più alte. In un mondo ideale, coloro che hanno più potere nutrono anche il più grande interesse nel far sì che le conseguenze di questa crisi siano ridotte al minimo, nei tempi più brevi possibili.
Nel mondo reale, naturalmente, avviene l’esatto contrario. Chi può e di questo potere fa da sempre un uso sconsiderato non ha che un assaggio delle conseguenze delle proprie azioni, soprattutto in confronto a chi, senza colpe o quasi e senza possibilità di reagire, quelle azioni le paga con la propria stessa vita.
Ecco fino a che punto l’emergenza eco-climatica è un’emergenza morale. Ed ecco l’entità delle questioni alle quali chiunque si occupi del bene comune è chiamato a rispondere, se vuole davvero tener fede al proprio mandato.
Sabato sera al Centro Anziani di Mogliano, con l’aiuto di alcuni esperti e di un po’ di buon cibo fatto in casa, proveremo a far luce sulla questione senza inciampare nei luoghi comuni che troppo spesso popolano il discorso pubblico sul tema.
Paulo Lima, giornalista e presidente della sezione giovani di Rete Climatica Trentina, ci parlerà delle famigerate ma importantissime COP, le conferenze ONU sul clima, partendo dalla propria esperienza diretta. Da quindici anni, infatti, vi partecipa con un progetto internazionale che ha portato, finora, più di trecento giovani a seguire gli incontri in prima persona. Chi meglio di lui può dirci perché questi spazi contano davvero e perché è fondamentale che siano rappresentanza della voce di tutti?
Federica Costantini, giurista di settore, farà chiarezza sui concetti di diritto ambientale, giustizia ambientale, giustizia climatica e sostenibilità ambientale, spiegandoci in modo accessibile come questi termini si sono evoluti nel tempo e come funziona davvero il diritto quando si tratta di ambiente, secondo i principi della giurisprudenza. Grazie al suo contributo, comprenderemo l’importanza di affrontare la questione con la dovuta consapevolezza giuridica.
Sebastiano Michelotti, attivista e consulente politico, infine, si concentrerà sul tema nella sua declinazione intra-comunitaria e, in particolare, europea, mostrandoci con esempi vicini a noi come gruppi distinti di una stessa società contribuiscano e risentano diversamente delle problematiche relative al clima. A questo proposito, ci descriverà quindi lo strumento della policy, ormai sulla bocca di tutti, ma di cui pochi conoscono davvero il valore strategico nel far sì che i principi di giustizia climatica si trasformino in azioni concrete.
Proprio quest’ultimo, infatti, vorremmo fosse il filo conduttore dell’intera serata, dagli interventi degli ospiti alle riflessioni portate dal pubblico: capire cosa possiamo fare, come comunità, per rendere tutte queste istanze davvero centrali nell’agenda politica attuale.



Bell’articolo e bell’impegno, bravissima Katia!