lunedì, 13 Aprile 2026
Home Cultura Sotto il maglio: il ricordo di Fabio Ceolin davanti alla foto di...

Sotto il maglio: il ricordo di Fabio Ceolin davanti alla foto di Toni Benetton

Mostrare una locandina può sembrare un gesto semplice. Ma quando l’immagine ritrae un Maestro, e quando a guardarla è uno dei suoi allievi, allora quella fotografia diventa una soglia: un varco che riapre stanze della memoria rimaste intatte per decenni.

È ciò che è accaduto a Fabio Ceolin, allievo di Toni Benetton, quando ha rivisto lo scatto che ritrae lo scultore al lavoro, immerso nel bagliore del ferro incandescente. Una foto che per molti è documento, ma per chi c’era è vita vissuta.

“Quanti ricordi con quella foto” racconta Fabio, lasciando affiorare un’emozione che non ha perso intensità. “Mi riporta indietro di quarantacinque anni, sotto il maglio da 180 kg, con quel ferro incandescente da plasmare. L’officina odorava di fuoco e carbone. E poi … si sentiva come un tuono il vocione di Toni che scandiva a tutti: ‘Dai, ci siamo, è pronto!’ Era il segnale”. Era il momento in cui ogni esitazione doveva sparire. “E tutti a scattare con precisione sotto la bacchetta magica del Maestro” continua Fabio, “a eseguire i suoi comandi prima che il ferro si raffreddasse”. Un ritmo serrato, quasi coreografico, in cui ogni gesto aveva un posto, ogni colpo un senso, ogni secondo un peso.

Poi, come in un rito antico, arrivava il silenzio. “A operazione conclusa, il silenzio assoluto e l’attesa del giudizio del Maestro, per capire se avevamo eseguito con ordine l’operazione”.

In quelle parole c’è tutto: la fatica, la disciplina, la tensione, ma anche la fiducia, la crescita, la trasmissione di un sapere che non si impara sui libri. Un sapere che passa attraverso il calore del metallo, il rumore del maglio, la voce di chi guida, la responsabilità di chi impara.

Rivedere oggi quella foto significa ritrovare un mondo che non c’è più, ma che continua a vivere nelle opere di Toni Benetton e nei ricordi di chi ha condiviso con lui il fuoco dell’officina. Un mondo che la visita guidata dell’Associazione Culturale Mojan, al Museo Toni Benetton non vuole solo celebrare, ma far rivivere, almeno per un momento, a chi saprà guardare con occhi attenti.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here