lunedì, 13 Aprile 2026
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Cristina


Siamo state incerte se scrivere queste righe. Se salutarla subito o aspettare che il dolore puro si attenuasse. No, il dolore non si attenuerà mai.

Cristina ci ha voluto lasciare in una giornata di vento e pioggia in un luogo di acque, di alberi, di natura come piaceva a lei. Ha fatto una scelta che ci ha lasciati sbaragliati, attoniti e ha lacerato la sua famiglia in un modo che non riusciamo nemmeno ad immaginare.

In quelle disperate ore notturne fino all’ultimo abbiamo accarezzato l’esile speranza di un suo ritrovamento, magari stremata confusa infreddolita come nelle trasmissioni del mercoledì sera. Invece.

Invece è arrivato raggelante all’alba un messaggio “le ricerche sono terminate”

Cristina era una donna coraggiosa capace di premere sui pedali e di partecipare a tutte le iniziative generose di una certa Mogliano. Cristina che viaggiava, che coltivava, che manifestava è stata piegata da chissà quale male sottile.

I particolari li lasciamo ai giornali di cronaca, noi che l’abbiamo conosciuta tentiamo solo di capire un po’ di più come questo sia successo sotto i nostri occhi e di come non siamo riusciti a leggere le sue pagine nascoste.

Stampiamo in noi per sempre l’ultima immagine di lei nel presidio per Gaza attorno alla fontana o all’oratorio del San Carlo per aiutare Mariam e famiglia. Ma è un esercizio inutile e la tristezza ci assale e ci divora, non riusciamo ad accettare quel titolo di Cameron “Un giorno questo dolore ti sarà utile”. Ci sembra impossibile.

Ora Cristina è ora di pensare a te.

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